venerdì 1 luglio 2011

Milano sono tutto tuo.

Avete iniziato qualche mese fa.

Robe qualunque, non so, passarmi davanti mentre ero in fila alle poste, io che vi guardavo con l’occhio che ‘l diseva uè, ‘ste fé? Spèta il tuo turno, ma voi niente, uno, due tre, tutti a fregarmi il posto, uè alora?, urlavo, e vi fermavate, però ‘stavolta voi con l’occhio da e questo?, da dove salta fuori, l’avevi minga vist.

Poi tutto normale per giorni, e poi ancora ricominciavate, non so, tipo che quasi mi stirate che sunt in mèss alle strisce pedonali, e non una, ma due, tre macchine di seguito.

Autobus che tiran via dritto, mentre sun lì a la fermada, cani che mi pisciano addosso, spintoni sui marciapiedi, ma vada via i ciap pirla! Urlo, urlavo sempre quando facevate così, e niente, non mi sentivate.

Non mi vedevate.

Pian piano sempre di più, finché manco i mè amis, manco voi... al punto che niente più telefonate, anzi, telefonare sì, ma sentire no, pronto?, pronto?, ma chi è, e io parlavo, parlavo, ma sempre di là voi che, ma chi è?, basta telefonare e disi nient!, e giù la cornetta.

Allora basta. Ho smesso.

Non mi vedete più? E son cazzi vostri.

Roba gratis al supermercato, al cinema, dove mi pareva.

Solo, solo e solo. In mezzo a tutti voi.

E poi non ti arrivan quei chì?, gli Alter… non è milanese, non è vi alter, sono gli Alterdimensionali. Alieni da un’altra dimensione.

Arrivano gli Alter e vi riempiono la testa di cazzate a vi alter (ridere), e in qualche settimana, un aggeggino nell’ore cchio qui, uno là, e via, tutti con 'sto coso nei urecc, uno per ognuno di voi, fatto su misura, solo qualche settimana è bastata, e via che ve ne siete andati tutti.

Tranne me, ovvio: a me manco gli Alter mi hanno visto. Magia, miracolo, fregati, fregato.

No aggeggino, no parti, sì rimani.

Non solo non mi vedete più, ve ne andate pure. Vabe’, l’è li stess.

Ora mi siedo qui in alto, su questa Milano, da solo, solissimo, solerte, quasi. In mezzo a nessuno di voi.

Qui, in cima alla torre Velasca, e guardo. Vedo la sfera, quella degli Alter, ancora qualche scarica elettrica bluastra, ma lentamente si sta dissolvendo. Lascia il nulla al posto del Duomo.

Aprire la porta dimensionale proprio addosso al Duomo, su no mi. ‘Sti chì me la cunten minga giusta. A Roma sul cupolone, qui sul Duomo, buchi nella nostra dimensione, sì, però propri dove ci sono… secondo me ce l’hanno su con l’arte. O con la religione.

Con noi.

Vabe’, tanto ormai l’è tardi.

Respiro, aria dolce, ghiacciata, plano con lo sguardo sui tetti, le finestre, qualcuna illuminata, luce dimenticata accesa, che fretta voi tutti, che impazienza di andarvene, accarezzo i muri gialli, grigi, azzurri e blu per la sera che si sdraia lenta…

Che pace.

Che vento.

Dondolo le gambe nel vuoto di città.

Sorrido.

Milano ha gli occhi stanchi.


Questa finestra si affaccia sullo stesso paesaggio di quest'altra.

11 commenti:

SISI ha detto...

complimenti...

Anonimo ha detto...

Vorrei esserlo. Invisibile, dico. Tanto per dare due o tre sberloni a chi dico io, ma qui, in questa città grassa e stracolma di turisti, di politici e di cafoni.
Linda

peppermind ha detto...

@SISI: Grazie...

@Linda: Attenzione però che in questa "finestra" diventare invisibili significa che quegli schiaffi non li sente nessuno... è un po' uin casino l'invisibilità per dimenticanza estrema, è una vocazione che richiese sacrifici U_U

cristina13 ha detto...

caspita Pepper, sul momento ho visto un post tutto blu, niente non si leggeva niente.
Un post invisibile.

Poi ho controllato bene e sei tornato, per fortuna. Alle volte il condizionamento, per dire.

Claudio dei Norma ha detto...

Jazz e visioni, città e apocalissi.
Tempi frenetici e tempo immobile, noi immobilizzati dalla falsa gioia del cambiamento di padrone.
Alieni e cani, poeti e straccioni, Roma merda e Milano in fiamme. E' bello non esserci, o essere niente in più dimensioni. Norma è vecchia e ha gli occhi stanchi come Milano, ma anche oggi ha avuto un sorriso per te.
Un abbraccio. E grazie dei racconti.

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Che piacere immenso rileggerti WeWWer :)
Racconto agghiacciante, io impazzirei se fossi invisibile.
Amo essere anonima..ma questa è un'altra roba.
Posso complimentarmi anche con Claudio dei Norma..cavolo bellissimo commento il suo.

Tantibbaci, pìgrun!
(Hahahah si dice così in milanes?)

pyperita ha detto...

A me a volte sembra di essere invisibile agli occhi degli altri, e non è una bella sensazione.

Remy LeBeau ha detto...

Vincenzo no, non mi rinchiude più.

Koralyn ha detto...

Ah quindi pure tu ogni tanto ti senti così trasparente? :)
Bellissima.
Non so se mi piace più questa o "Andare, lontano".
Non so decidere. Ora me le rileggo.

peppermind ha detto...

@cristina13: ahem... sì, è proprio così! Non è che sono un rimbambito... °__°

@Claudio: Chettedevodaddì... grazie. E basta. Sono più belli i tuoi commenti dei miei post, cazzaccidenti! :)

@StatoDiGrace: !!!! Rieccoti!
Non temere, ci penso io... cioé lui, a diventare invisibile... per tutti. Tu sei in salvo.
Sai che non so coma s'al dis in milanès? Pigrùn al sona ben. (<--- questo non è milanese, è roba a casaccio)

@pyperita: Ti dirò... io mi sono abituato, si sta tranquilli.

@koralyn: Hai voglia se mi sento così. A volte proprio VOGLIO essere così, e ci riesco, nessuno mi nota. Rilassante.
Tanto ci penso via web a essere "chiassoso" :P

Koralyn ha detto...

Ahhh via web ci riesci benisssimo ad essere "chiassoso" :PP