mercoledì 11 novembre 2009

Ermetica Mente: meccanici della sopravvivenza.

Per non soffrire i soprusi, le torture e la violenza mortifera delle forze dell’ordine, bisogna seguire queste tre leggi.

Le tre leggi della roboCOPotica.

1 Un essere umano non può ricevere danno dai rappresentanti delle forze dell’ordine se ha tanto culo.

2 Un essere umano deve obbedire all’istinto di sopravvivenza tenendosi alla larga dai rappresentanti delle forze dell'ordine, chiunque essi siano, a meno che questo non contravvenga la Prima legge.

3 Un essere umano deve proteggersi dai rappresentanti delle forze dell’ordine obbedendo a ogni loro richiesta, non importa quanto paradossale e umiliante essa sia, purché questo non contrasti con la Prima e la Seconda legge.

Corollario:
La legge 0 (“un essere umano indifeso non verrà mai ferito o ucciso dalle forze dell’ordine”) è valida soltanto in pochissime e del tutto immaginarie società.

20 commenti:

Scritto in Grassetto ha detto...

Starei alla larga anche da Giovanardi, io.

Anonimo ha detto...

Bentornato!!!
niki

gap ha detto...

io diffido istintivamente delle divise, anche di quelle da capotreno..

peppermind ha detto...

@SIG: Ma quello quater sgiafasse, doje cavece 'ngulo, e sem a post.

@niki: Grazie!
Anche se non mi sono mai mosso, in effetti ero andato via...

@gap: Fai bene, Seconda legge.
A meno che questo non contravvenga la Prima legge >.>

Furfi ha detto...

che le forze dell'ordine non sono mica solo quelli con una divisa vero? Perchè queste tre leggi si prestano benissimo per tutti quelli che una divisa non ce l'hanno, ma esercitano ugualmente il loro (merdoso) potere.
Stampo il post e lo appendo in ufficio, vicino vicino all'ufficio del capo.

VicKy ha detto...

Quoto la Furfi, in pieno.

Furfi ha detto...

Grazie Vicky, chissà se quoterà anche il mio capo. In realtà il vero problema è che quelli senza divisa sono ugualmente stronzi ma molto, molto meno riconoscibili.

peppermind ha detto...

@Furfi: Sicuramente la "divisa" è un po' la volgarizzazione, la concretizzazione spiccia di quello che è il potere personale NON logico (cioé non guadagnato, ma ottenuto attraverso assegnazione arbitraria), quindi il più semplice da trasformare in abuso, quindi sì, quello che anche molti "capi" detengono.
Rimane che anche poteri "logici" conducono all'abuso.
Rimane che quelli contrassegnati con la divisa esercitano abusi che conducono alla MORTE della vittima... spero che il tuo capo rientri nel novero @__@

@VicKy: Come sopra... sebbene tenda a concordare (nonostante il mio capo non sia così pessimo).

peppermind ha detto...

errata corrige: spero che il tuo capo NON rientri nel novero... e che cepparola...

Anonimo ha detto...

a me il caso Cucchi mi ha veramente colpito.
Mi piace molto la dignità, la compostezza e la severità dello sguardo della sorella.
Non si può morire così, per nessuna legge al mondo.
Un paese che ormai è sempre più prossimo al metodo sudamericano.

Anonimo ha detto...

E non è finita qua.
Ogni giorno si aggiunge una tessera, sembra un racconto dell'orrore.

Terribile, non ho altri aggettivi.

c13

peppermind ha detto...

@Anonimo: Mah, io non vedo questo "progresso" verso uno stato di cose peggiore (alla sudamericana), nel senso che morti pestati dalle forze dell'ordine ci sono sempre stati, in ogni parte del mondo (penso alla Freancia, alla Germania, per non nominare gli USA, e via e via con paesi che dovrebbero essere più controllati democraticamente delle dittature sudamericane).
Forse c'è un progresso verso una normalizzazione (penso a Fini in regia alla questure di Genova, ma anche al quasi consenso dell'opinione pubblica, che pensa che Giuliani è bene e giusto che fosse ammazzato, e anche i ragazzi torturati a Bolzaneto, se lo meritavano... o perché sono delinquenti, o perché sono scemi e si sono fatti prendere, sono andati con un estintore contro chi aveva una pistola, roba da idioti).
Io continuo a credere che sia pernicioso dover ragionare con una mentalità da far west, quando incontri un poliziotto, solo perché ha la pistola e il potere di dichiararti un criminale.
Le tre leggi che ho scritto dovrebbero essere paradossali, ma nella realtà dei fatti, sono pure sopravvivenza.
Ma NON VA BENE, e che cazzo.

@c13: Le tessere le tolgono e le rimettono, ma come dico sopra, sono secoli che son sempre le stesse.
Rimane terribile... a me vien da dire agghiacciante, come un film di terrore dove il mostro non muore mai.

Anonimo ha detto...

però pep
non generalizziamo
che ci sono anche persone in divisa
che ci hanno lasciato la pelle

anche non in divisa, certo
ma anche in divisa
ma anche no

questa da me non l'aspettavi, eh?

L'ale
che sorprendente che sono anche per me stessa

:)

ciao pepissimo!

peppermind ha detto...

@L'Ale: Be', il ragionamento è proprio generalizzare, poi ognuno dovrebbe avere la sufficiente intelligenza di fare le dovute specificazioni.
Mi viene da dire che, comunque, anche le persone in divisa che ci lasciano la pelle, sacrificandosi per il bene comune, spesso di fronte al singolo "malfattore" si rivelano crudeli quanto altri.
Come c'è da dire che, più che le singole persone, il problema è la protezione della categoria, l'impunità che gode.
Ci sono certamente delle brave persone, che fanno il loro dovere, e ci credono anche, e sono dei veri e propri eroi, ma se appartengono a una categoria che annovera dei veri e propri boia senza coscienza morale, riescono a salvare la propria categoria e se stessi?
I più odiati sono proprio coloro che, pur appartenendo alla categoria, lottano contro altri della categoria: poliziotti che indagano su altri poliziotti.
Il perché è evidente.

Anonimo ha detto...

be'
ma ne vado a letto tutta mazzulata
che non ci ho la sufficiente intelligenza
di fare le debite distinzioni

non ci ho

buonanotte
sigh.

l'alèsciema.

peppermind ha detto...

@L'Ale: Ma no... non mi hai capito >.>
In effetti ho scritto d'un male...
La distinzione l'hai fatta, è proprio quello che dici: non tutti sono così, ci sono delle brave persone.
Quel che dico è che nel mio post il "gioco" era generalizzare, affidando all'intelligenza altrui, di chi legge, la capacità di scremare dalla generalizzazione. puntualizzare, scendere nel particolare, nelle eccezioni e via dicendo.
Insomma: non è un post di certo esaustivo, che dice tutto quello che c'è da dire sull'argomento, ma solo una schematizzazione che lascia a chi legge il "riempimento" degli spazi vuoti.
E tu l'hai fatto... e rispondendoti ne ho riempiti altri, e via e via...

Anonimo ha detto...

pep!
che dolce che sei
ma non dolce bleah! non dolce stucchevole
dolce
come il cioccolato col pePPeroncino, sei!
:)
che mi fai i saltafossi
rido
i giochi
educational
mi fai :)))

poi a parte ti farò una confessione pep
che se non eri mica come sei
l'avevi sgamata subito
:)

sfisiolissimi.
:)))

Anonimo ha detto...

chi ha la divisa e chi ha il passamontagna.
chi non ha coscienza e chi non ha legge.
chi abusa e chi soprusa.
chi non corregge e chi chiede correzione.

ma la testa calda è testa calda: e sta sia di là che di qua.

il fatto è la testa calda "di qua" me l'aspetto (quello fa il "delinquente", fa il mestiere suo in un certo senso)
quello che non mi aspetto è la testa calda che sta "di là" e che dovrebbe rappresentare la giustizia in un paese.

gmai

cantoediscanto ha detto...

E sia, alzo il livello dei commenti. Il primo punto non è sempre vero, e Marrazzo lo dimostra.
Ok, scusate.

grafemi ha detto...

Sul sito www.spinoza.it, che con il filosofo c'entra poco, ma che è probabilmente il miglior raccoglitore di battute dell'intera rete italiana, c'è anche questa, che io trovo di una perfezione estrema:

Per Stefano Cucchi è stata scrupolosamente rispettata la procedura prevista dall'Arma: fermo, arresto, pestaggio, morte misteriosa.

Purtroppo, leggendo in giro diversi blog, trovo che esista l'idea (rimanendo in tema, decisamente antispinoziana) che la vita di alcune persone (alcune per modo di dire: di molte, molte persone) abbia un valore diverso. In un blog ho letto che Stefano Cucchi, tossicodipendente e spacciatore, avrebbe rovinato la vita delle sei brave persone che l'hanno menato. Paradossalmente, succede che queste persone così insensibili ad una vita che si spegne ingiustamente (in Italia non esiste la condanna a morte), siano contemporaneamente i paladini dei diritti degli embrioni, e del dovere alla sofferenza dei malati terminali, o incurabili. Perché?