lunedì 21 settembre 2009

Vita percepta


Entro nella casa a ringhiera.
Nel vialetto ci sono due pompieri, là in fondo.
Prima un’ambulanza.
Passo di fianco all'ambulanza, oltrepasso anche i pompieri, mi avvicino al posto bicicletta.
Di colpo sento odore di merda, di formaggio passato e di acqua di colonia dolce.
Solido, una rasoiata.
Mi volto verso la finestra, solo un attimo.
Proseguo, metto la bici nel suo posto, la lego con la catena.
Riattraverso il cortile.
Ancora: odore di merda, formaggio, colonia.
Poi niente.

Guardo l’imbianchino che mi sistema il soffitto.
Perdeva la tubatura di quelli di sopra.
In cima alla scala mi dice: si è impiccato.
Era lì da chissà quanti giorni.

Parlo con la signora, quella gentile, che si ferma sempre a salutare la gatta.
Ora ci sono anche due poliziotti, ridono, parlando tra loro.
Con le braccia conserte mi dice: era solo, divorziato.
Aveva perso il lavoro.
È dura vivere così a cinquant’anni.
Sbircio verso quella finestra.
Mi ricordo quell’odore freddo, di merda, formaggio… acqua di colonia.
Vedo una parete piena di libri.
Poi torno a guardare la signora.
Il sole ridente le disegna un viso allegro, mentre parla senza sorridere.

Esco di casa.
Attraverso il cortile per andare a prendere la bici.
Passo ancora davanti alla finestra.
L’odore.
Poi niente.
Slego la bici, la conduco a mano.
Finestra, l’odore.
Poi giro l’angolo, nel vialetto.
Passo davanti alla porta d’entrata.
Quella porta.
C’è un vaso di fiori, sul tappetino.
Mi fermo.
Lo guardo.
Risalgo con lo sguardo alla porta.
Poi ancora il vaso.

L'ombra è buia, lì.

Un vaso di fiori.
Non c’era, ieri.

21 commenti:

Claudio dei Norma ha detto...

Cosa rimane.
Merda, formaggio e acqua di colonia in parti uguali.
Mangiare, evacuare e coprire di quello che non c'è una vita monca.
Sta a noi decidere.
Bella, Pe', ora sì, buonanotte.

Anonimo ha detto...

E' tra le cose più tristi.
Nessuno che ti cerca, nemmeno per sapere come stai, se ci sei.
Io sono una preoccupona. Di tutti.
Insomma, con me il vicino non muore in pace.

Anonimo ha detto...

Una pietà, in quel vaso, arrivata troppo tardi, un peccato.

Un saluto, Linda

Anonimo ha detto...

Pepper, la vita è dura.

I went away alone
with nothing left by Faith..

L.H.

irish coffee ha detto...

è risaputo che le persone che incrociamo spesso vengono ricordate per il profumo, o qualsiasi altra scia lasciano
ecco cosa diventeremo
una scia, un profumo
e un vaso di fiori...

buona giornata

peppermind ha detto...

@Claudio: Mah, non so... in fondo quello è l'odore della morte.
La vita che finisce, certo, ma che finisce.

@Gmai(?): Sei una rarità.
Almeno, a Milano, per paura di disturbare, si muore.

@Linda: Non so se è pietà.
Forse hi ragione tu.
A me è sembrata solo...qualcosa che prima non c'era a simbolo di una vita che non c'è più.

@L.H.: Dura sì... e volgare come quell'odore.
Volgare come la morte.

@Irish: grazie di essere passata.
Il profumo che si lascia, si spera che copra il lezzo della miseria.

Anonimo ha detto...

e meno male che sono una rarità!
pensa che io mi sono preoccupata per la mia vicina e l'ho cercata fino a risalire alla madre!
era in vacanza.
ma non mi aveva detto nulla (di solito ci avvisiamo se è per un periodo più lungo di tre gg.).
ebbene.
vedi te se ciò è buono o no.
loro hanno apprezzato.
altri mi avrebbero mandata affanculo.
...
tra cui il mio ex marito e l'attuale compagno.
gmaibeghelli

Anonimo ha detto...

...a proposito..
come stai?
:)))))
gmaicòlasirenaintesta

sancla ha detto...

Ecco, se ho una paura folle è proprio di morire senza che mi si noti, un vero terrore.

eppifemili ha detto...

CHE TRISTEZZA.

in queste situazioni la cosa che mi mette tanta, tanta malinconia è che la vita, le persone e il mondo continuano a girare.
incessantemente.

è triste.
ma meno male che è così.

lalesinquieta ha detto...

oggi cito
non ci ho la forza
di pensare dappermè

pep, come stai?
claudio!!!
come stai?
gmai!!! hola!
come stai?
marlene!
azz! dov'è la marlene?
azz azz azz...
sì. sono una preoccupona
pure io.

ma se si decampa
qui
fra compari di blog
chi è che ce lo dice?

eh.

:?

Claudio dei Norma ha detto...

Io ho detto: "coprire di quello che non c'è una vita monca".
Tu: "Il profumo che si lascia, si spera che copra il lezzo della miseria".
Forse "Mah, non so...", ma a parte la suddivisione della tristezza e il mio usare il presente, su ciò che rimane non mi sembra che siamo troppo distanti.
O forse per l'ennesima volta oggi (e ieri, tutto sommato anche l'altroieri e i giorni prima), non capisco.
Dammi numi, se vuoi.

>Ale:

tra compari ti dirò che si tira a Campari. A volte troppi, come oggi.
Ti saluto, torno al bar.
P.s.: quando leggo l'aggettivo che hai usato dopo "l'ales" penso al Canile e mi si alzano gli angoli della bocca.
Buona serata, se vedi Peps abbracciamelo.

peppermind ha detto...

@Gmai: Tutto bene!

@sancla: Temo sia triste solo per chi rimane... o non so, forse hai ragione tu.

@eppi: Ecco, la penso anche io così, anche se a volte è difficile continuare a stare sulla giostra, quando qualcuno scende.

@L'ale: è qualcosa che mi son sempre chiesto, cioé, che succede se succede qualcosa a una conoscenza virtuale?
Magari è già capito, e non lo so.

@Claudio: Mi pareva che dicessi di come l'odore, sgradevole, che ha la morte copra quello che... manca della vita scomparsa.
Io penso l'incontrario... quell'odore lì, di miseria, dozzinale, spero venga occultato da quello "metaforico" che ha prodotto la vita che abbiamo vissuto.
Forse aggiu capito male!

sagami ha detto...

Io vorrei trovare parole sensate per commentare... ma come scrivi tu è tutto odore nelle narici e peso sullo sterno e ti viene da stringere il bello che hai, che lo schifo ammazza.
s.

Claudio dei Norma ha detto...

Buongiorno PepAstaire, per evitare fuori topo ti ho lasciato un messaggio al Canile.
Anche se poi pure questo è o.t.
E vabbè, Olbia-Tempio rules.

VicKy ha detto...

Il vaso di fiori... l'immagne finale del corto di Sean Penn per l'11 settembre. Non so se l'hai visto, lo trovi linkato dal mio post 11/09/09.

Me lo ha fatto ritornare in mente a distanza di 11 giorni, ancora. Amaro, triste, desolato e desolante. Come la solitudine che diventa incapacità di vivere e resistere cercando di trovare sguardi e parole d'affetto.

Una solitudine che uccide, perché nessuno ti viene a cercare per sapere come stai; perché i vicini non sanno che esisti e, a un certo punto, non lo sai più neanche tu.

lise.charmel ha detto...

che bella persona che sei

marlene ha detto...

puoi rimediare quasi a tutto finchè non cessi di vivere, ma non è detto che uno non cessi prima di smettere di respirare, è un peccato rinunciare a vivere.

Claudio dei Norma ha detto...

>MK:

mi inchino, Marlene.
Il problema è che a volte non ci si accorge del nostro coma interiore. E come possono accorgersene gli altri, se le nostre vite sono quelle di infiniti Re Del Proprio Cassetto, ognuno attento a far sì che nessuno invada il nostro regno?
Che tristezza.

Peps, ennesimo post riempipista, sei un grande.

Giangidoe ha detto...

Non puoi farmi questo, pepper.
Non in questo momento della mia vita.
Mannaggia a te...

peppermind ha detto...

@sagami: Grazie... un po' mi sollevi il peso.

@Vicky: Dici bene: la solitudine disperata ti porta a dimenticare che esisti.
Suicidarsi è quasi superfluo.

@Lise: Non lo so mica, Lise.
Non lo so...

@Marlene: Un peccato, sì.
Vero anche che spesso si muore prima, ma... si può tornare a vivere. Il peccato è come dici tu, non riuscirci.

@Claudio: Grazie, ma certe cose si fanno da sole.
Succedono, diciamo.

@Giangi: Scusa...