venerdì 10 luglio 2009

(Quarkettoes) Diemmeesse: vieni anche tu, paghi ancora, paghi di più.

Buonasera a tutti.
Oggi penetreremo (stacchetto subliminale: musica funk di sottofondo, un idraulico e una casalinga svedese ritratti in atteggiamento intimo) nei misteri dell'edificio della Internettoes.
Il Mansardone, come noto ai più.

In coppa all'edifizio, con piglio posticcio, fu costruito un quarto piano, nel quale fu messa a risiedere la sorella del direttore della Internettoes e il suo compagno, l'architetto stesso che costruì il quarto piano, il mansardato, da cui il nome Mansardone.

Da alcuni balconi del Mansardùn, l'è tuttora possibil vederli che si affacciano dalle loro terrazze residenziali.
Chissà se avremo questa fortuna!

Ma ora procediamo.
Seguitemi.
Varchiamo la soglia (stacchetto subliminale: musica funk di sottofondo, una suora ritratta nell'atto di entrare in un confessionale) dei misteri del mansardone.

L'entrata ufficiale, anch'essa ristrutturata, si presenta al piano terzo nelle sembianze di un'enorme vetrata.
Recentemente un cliente, nuovo a questo incipit aziendale, ci ha spetasciato la melonera (la cozza) contro, causando un suono di gong che si è diffuso in tutto il palasso.
Si mormora che, oltre a ridere fino alle lacrime, alcuni membri del Nightmare Team abbiano fischiato e lanciato arance alla volta delle terrazze residenziali, al grido di "il vetro c'è ma non si vede, architet del ostia!".

Ma proseguiamo nella nostra visita... ecco: il DMS.
Ufficio dalle finalità piuttosto oscure, rinominato da tal Pepper "Damaged Minds Substitution", sembra infatti che, fregandosene allegramente del reale significato della sigla, in questo ufficio formato da ben DUE (2) persone, si spediscano fax al posto dei clienti.
Cioé, non è che vengano spediti dei clienti formato fax, bensì: i clienti comprano il servizio fax via mail, MA non lo sanno usare, quindi pagano ancora di più, ma molto di più, e lo fanno usare (stacchetto subliminale: uno yodel di sottofondo, un ragioniere mostra il posteriore spelacchiato, mentre una bionda vestita alla tirolese si avvicina brandendo un toner) a questi due sciamannati, cioé, impiegati.
La percentuale di sale in zucca tra i castomaurs (clienti, nella lingua della specie dominante del Mansardone) è talmente bassa, che il numero di servizi richiesti in tal senso è in continuo aumento, tanto da richiedere due impiegati in prestito dall'Help Desk nei giorni di grossa grisi (tali Susan Storm e Impossible Man).
Molti studiosi ritengono che le urla disperate che ogni tanto si sentono provenire dall'ala est dell'edifissio, siano da attribuirsi proprio a questi esemplari di rimpiazzo, non essendo ben chiaro cosa accada VERAMENTE in un ufficio in cui si usa un servizio comprato da qualcun altro troppo scemo per usarlo lui stesso, e in più si viene pagati per farlo... insomma, forse addirittura si travestono da cliente quando lo fanno, oppure giocano a solipseo, la versione berkeleyana dello scarabeo, lanciandosi il demonietto cartesiano a distruggersi le reciproche realtà fittizie.


Una zona negativa de noantri, insomma.
Noi possiamo solo osservare gli effetti di tale zona sui due indigeni in pianta stabile al DMS: una femmina e un maschio, occhialuti e paurosamente indistinguibili nella loro attività principale (stare alla macchinetta del caffè a spettegolare).
Ecco, sentite il brusio soffuso?
Sono loro... ma se ci avviciniamo... ecco!
Peccato, hanno smesso!
Li abbiamo fatti scappare.

Va bene, cari spettatori.
Chiudiamo questa puntata qui per oggi.

Ma non mancate alla prossima!
Parleremo di fantasmi, di crudeltà e di foto inquietanti in bacheca!
Un saluto dal vostro

Peppe Angela.

19 commenti:

cantoediscanto ha detto...

Guarda, che siccome che è venerdì e a noi ci piace essere gaudenti per l'imminente arrivo del weekend, sarò persino complimentosa e ti dirò di licenziarti e cominciare a scrivere perdavvero. :)

peppermind ha detto...

Grazie Canto, sei proprio complimentosa (troppo di manica larga ;))
Solo che non sono un ricco ereditiero, non posso farlo...

lise.charmel ha detto...

gli stacchetti che meraviglia!
ma ai clienti non è meglio se gli date in dotazione un fax che va con la carta normale?

peppermind ha detto...

Lise, con quel fax lì non puoi spedire milioni di fax a milioni di numeri diversi contemporeaneamente...
E comunque noi vendiamo roba di internet, non telefonia e affini.
COOOOmunque, sì, sarebbe meglio si limitassero al fax cartaceo, va'.

Anonimo ha detto...

ma lo sai che la internettoes è stata costruita su un vecchio cimitero?
qualcuno vocifera che verrà una grande nevicata che vi isolerà tutti e dovrete chiamare il gatto-pepper delle nevi, ma poi il cuoco Mr. Fantastic morirà pure lui e addio aura. La donna occhialuta tenterà il tutto per tutto e armata di un toner affilato cercherà di trarre in salvo il baraccone. Ma Impossible ormai invasato perseguirà la colleganza (nuova versione della luccicanza) fino a che non resterà assiderato nel freezer del DMS.
passo e chiudo.
ma non senza lasciarvi questa parola di monito, sgorgante da Vulvia di rieducational channel:
'MMMMBUTO!
:)))
gmai

Elle ha detto...

Una richiesta sola Pepper: la registrazione di quei gingle(s) in mp3, così li metto come attesa musicale dello studio.
Sia mai che se telefonando...mi venisse da mettermi in attesa da sola?!? :-)

Anonimo ha detto...

a me gli stacchetti mi hanno rievocato alcune scene dei film di Russ Meyer.
avete presente vixens, supervixens e compagnia bella?
:)
gmai

peppermind ha detto...

@gmai(1): Non sai qaunto ci sei andata vicino... vedrai le prossime puntate di quarkettoes cosa riveleranno...
@Elle: Rido... non sarebbe male eh?
Un bel funkettone alla Herbie Hancock, e uno yodel di quelli classiconi...
@gmai(2): Ci hai preso di brutto.
Sono in quello stile... ma soprattutto l'ultimo è proprio un omaggio al mitico Russ (in "Up!" c'è una scena molto simile).

Anonimo ha detto...

ma di brutto, brutto, brutto eh?
gmai
:)

Onan jr. ha detto...

Sul fatto che l'impostazione di Berkley possa in qualche modo essere identificata con il solipsismo avrei qualche dubbio. Il solipsismo è l'espressione che indica una interpretazione del pensiero di Berkeley, un po' tendenziosa come interpretazione.

peppermind ha detto...

Se non si è tenedenziosi in filosofia, non vedo dove.

Onan jr. ha detto...

Non mi sono spiegato bene, intendevo solo dire che Brkeley non usa il termine solipsismo né mai dice esplicitamente niente che può essere avvicinato al significato del termine "solipsismo". Infati, la mente divina che in qualche modo (non importa adesso quale) regge tutto il gioco dove la mettiamo? Siamo già quindi a due menti, la mia e quella di Dio. E poi Berkeley parla di determinati segni percettivi che in qualche modo suggeriscono o ci indicano la presenza di altre menti umane...
Ma non te lo dico per motivo di polemica o per spaccare il capello in quattro. È che non ho resistito, visto che è l'unico filosofo di cui so qualcosa, ed in Italia se ne parla così poco...

peppermind ha detto...

No prob, Onan!
Sulla filosofia mi paice scontrarmi... be', anche in politica, ma "in" filosofia lo trovo più divrtente e costruttivo.
Berkeley a me è paiciuto molto, sebbene non abbia studiato i suoi testi, ma saggi su di lui e manualacci.
Diciamo che, dal punto di vista del percepente che non ha certezza dell'esistenza divina, il suo è un mondo solipsistico per condizione sufficiente, ma non necessaria, se mi permetti l'utilizzo "creativo" di queste condizioni.

Onan jr. ha detto...

Se si parla dell'esistenza di Dio (e quindi non della sua essenza e/o dei suoi attributi), Berkeley afferma con assoluta certezza che "Dio esiste": «niente può essere più evidente dell’esistenza di Dio» (Trattato, § 149).

peppermind ha detto...

Sì, per quello mi ero messo dal punto di vista di chi percepisce le idee MA non ha certezza su quale sia l'idea da associare a Dio.
Berkeley è certo che Dio esista, ma entra in un circolo vizioso quando dalla sua certezza inferisce quella altrui (è Dio che garantisce che ciò che percepisce non sia illusorio, ma Dio esiste perché lui lo percepisce).

Onan jr. ha detto...

Ma non tutti i circoli sono viziosi, e se la prova dell'esistenza di Dio è circolare (cioè presuppone ciò che vorrebbe dimostrare) non significa che sia da buttare o che porti ad una conoscenza incerta. La prova dell'esistenza di Dio di Berkeley si basa sulla bellezza estetica ed la regolarità dei fenomeni naturali. Poiché ciò che percepisco è bello e regolare, allora è il frutto di una mente che ha delle determinate caratteristiche (infinita, onnipotente e buona, etc.), ovvero di una mente divina. Dal suo punto di vista non c'è alcun scetticismo, le perplessità cartesiane Berkeley le mette bruscamente da parte; per lui ci sono conoscenze diverse ma tutte sono certe. Non ci sono dubbi per Berkeley.

peppermind ha detto...

Mh... veramente se presuppongo cià che voglio dimostrare, e do per buono questo metodo, posso dimostrare anche l'inesistenza di Dio.
Come la mettiamo in questo caso?
Per questo, comuqnue, parlo di un percepente che non parte e non vuole arrivare a Dio.
Per lui l'universo descritto da Berkeley è solipsistico.

Onan jr. ha detto...

Quando intendevo prova circolare intendevo la prova di Berkeley, tutto qua:
(i) La realtà che percepisco è bella e regolare
(ii) Una realtà bella e regolare può essere solo l'effetto di una causa che è Dio
(iii) Se Dio e solo Dio ha creato questa realtà, allora Dio esiste.

Cioè poiché Dio ha creato il mondo, allora Dio esiste, tutto qua. I commenti (prova debole, circolo vizioso, etc) possono essere interessanti, ma per Berkeley non hanno senso, visto che per lui esistono solo menti (finite ed infinita) ed idee (passive, prodotte dalla Mente e percepite dalle menti). Berkely tra l'altro era un vescovo cattolico, l'unico punto fermo del suo pensiero filosofico (che cambia molto durante la sua vita) è l'esistenza di Dio come fondamento ontologico e gnoseologico.

peppermind ha detto...

Be', la ìì) e la ììì) credo tu capisca da solo dove mostrino i punti deboli.

Poi ti sto dicendo fin dal primo messaggio che per un non credente, la teoria di Berkeley è solipsistica.
Sfido che per lui l'esistenza di Dio non era in discussione.
Lo è per un non credente.