venerdì 30 ottobre 2009

Vita in grani.

Il caffè senza zucchero.

Il caffè della caffettiera, che verso nella tazza da cappuccino, lo annuso a occhi chiusi, la condensa in punta di naso, e bevo.


Il caffè che hai i caloriferi che non vanno, maglioni su maglioni, aspetti domani che arriva l’idraulico, e ti scaldi.


Il caffè scuro come il mare scuro.


Il caffè del Nicaragua, che te lo senti nei denti, come il fumo dei camini di pietra di un villaggio.


Il caffè dell’Ikea, buono come un tavolo di mogano.


Il caffè che sono le sei del mattino, ancora 500 parole da tradurre, mi sa che non mi corico, vado diretto in ufficio a lavorare, ma prima me lo bevo, sbircio l’alba candida, silenziosa di sonni, lì fuori dalla finestra, nei cortili.


Il caffè della macchinetta dell’ufficio, miscela arabica, 6 centesimi più caro della miscela ciofeca, lo prendo doppio, ma mi viene da dormire lo stesso.


Il caffè che ti fermi all’autogrill, che guardi le donne abbronzate, i bambini, gli uomini con gli occhiali da sole e i ragazzi stanchi di tanti zaini, poi le montagne, poi ancora sull’autostrada.

Il caffè di Portos, dei Tre Moschettieri, di quel film là, che è un caffè nuovo, sapore appena arrivato, una vera droga, che la consuetudine di secoli non lo ha ancora ficcato nei caffè di tutti i giorni.


Il caffè della Coop, onesto, proletario, che ci sta dentro.


Il caffè che non mi vuoi, che non voglio andare a letto, un’altra notte a pensarti, addormentarmi per dormire niente, e svegliarmi col primo pensiero che sei tu, sempre tu, che non mi vuoi, e bevo con gli occhi aperti, li chiudo alla fine del sorso, che bruciano di vapore.


Il caffè che dopo c’è la sigaretta.

Sempre.

Il caffè che prima mangi le paste di mandorla di Avola, al fresco dei tavolini, che poco più in là c’è la piazza piena di sole, le ape car dei pizzaioli, la strada che porta al mare, mentre dall’altopiano cala la brezza che sa di campi secchi e pietra, e poi lo bevi, ed è dolce.

Il caffè che rimane sulla lingua, dopo la sigaretta.


Il caffè che si fa strada, scendendo, e si accoccola come un gatto caldo, nero, in attesa.


Il caffè del Kenya, aspro come la montagna, la fame, profumato come il tabacco di un mondo che è lontano, dove?, lontano.

Il caffè che, prova la miscela del Costarica, cacchio che buona, lo compro che me lo porto a casa, ma poi a casa sa di olive, che schifo è ‘sta roba.


Il caffè con lo zucchero, che non bevo più.

Il caffè della torrefazione vicino casa, che buono che è, lo ricompro, ma è sempre chiusa adesso, mi sa che è fallita, per forza, come fa a fare affari qui, non passa nessuno.


Il caffè senza zucchero, più maschile.


Il caffè che faccio girare ondeggiando la tazza, castano scuro come quegli occhi.


Il caffè che siamo seduti sul letto, che tu lo fai diventare freddo, e me ne accorgo quando faccio un altro caffè, e mi siedo di nuovo sul letto, e lo bevo di nuovo.


Il caffè che la gatta mi guarda che lo bevo, un sorriso nascosto dalla tazza.


Il caffè dopo mangiato, gli occhi che seguono il film che si agita sul monitor, le labbra no, che sto bevendo.

Il caffè dopo che hai appena ballato, rotondo, gustoso, sodo, come il culo di una negra.


Il caffè che studio, che bevo, che studio, che ne bevo un altro, che studio ancora.


Il caffè che, vieni, prendiamoci un caffè, che ormai è mattina, i muscoli indolenziti, le risate, la calma, di tutta una notte passata all’aperto, insieme alla città
.

Il caffè prima di uscire, che poi mi metto le scarpe, che fuori c’è il sole.


Il caffè che sono solo.


Il caffè che vabbe', un’alzata di spalle.


Il caffè che bevo.

30 commenti:

harvey ha detto...

il primo, il secondo, il terzo caffé. il quarto, fuori. con il barista che per fortuna dice qualche scemenza. con il barista che ti fa sopra uno stupido cuore.

questa cosa è malinconica. ma vera. vera.

gap ha detto...

che dopo tutto questo caffè ne ho ancora voglia. di bere e fumarci dietro. che l'autunno è così. amaro.

VicKy ha detto...

Il caffè che non bevevo prima di te, che ora sei fuori da qualche parte e aspetti una mia telefonata.

Una telefonata che non farò, è troppo tardi. Meglio un altro caffè, marocchino magari, corposo come l'anteprima di una cioccolata calda. Quella che non ho ancora potuto preparare. Forse stasera, chissà.


Bel post, pepper :)

peppermind ha detto...

@Harvey: Mh... troppo melensa?
Certo, a volte la vita lo è, ma...
BOH.

@gap: Quanto dici bene, tu.

@VicKy: Anteprima di una cioccolata calda.
Bello.
Grazie :)

cantoediscanto ha detto...

Comunque hai dimenticato il caffè d'orzo, sono un po' offesa. (Come sarebbe a dire "Quello non è caffè"?!)

Anonimo ha detto...

bè, gioco allora.

Il caffè della macchinetta in ufficio dai schiaccia ma è la tua chiavetta si si, te lo offro.
Il caffè avanzato che ci metto il latte e va bene lo stesso, tanto poi ne bevo uno buono.
Il caffè al banco, un po' di imbarazzo perchè il barista non ti conosce sei foresta e cerca di farti le lastre e tu lo bevi veloce così ti scotti porcavacca ladra.

Eccetera.
c13

pyperita ha detto...

Il caffè della mattina in solitudine, al bar, prima di andare in ufficio. Il caffè del ristorante dopo una buona cena. Il caffè poi chissà se riesco a dormire.

peppermind ha detto...

@Canto: No, è che proprio non mi piace... il caffè all'orzo.
Ginseng al limite, ma orzo bleah!

@c13: Sì... un gioco che prende.
Magari fa male, ma poi fa bene, di certo ti acchiappa, pensare a tutti quei caffè, che ti hanno accompagnato, nel bene e nel male.

@Pyperita: Come dicevo su.
Devo dire che fa piacere vedervi "compagni nel caffè" :P

Anonimo ha detto...

il caffè della peppina
pep
per me
quello

al massimo

Anonimo ha detto...

Ma non ti faranno male tutti questi caffè?
Il post è bellissimo (denso e caldo, come un buon caffè), ma alla fine mi è venuto di fare la mamma scassapalle e di farti una bella tisana alle erbe curative, con miele e biscotti, per calmare la fatica.
Ma forse, ripensandoci, è meglio che stia zitta, qui c'è poesia.
Linda

Chiara ha detto...

Il caffé che leggo, nelle righe e tra le righe, che evoca ricordi miei ed altrui.
Davvero bello questo post!

niki ha detto...

Io come al solito sono fuori dal gruppo (che pecora nera!): il caffè proprio non mi piace anche se adoro il suo profumo. Meglio darsi alla cioccolata così mi tira su!
niki

peppermind ha detto...

@L'Ale: Sicura?
Sicurasicurasicura(sic)ura?
Il caffè della peppermindina, magaro?
:P

@Linda: Mi fanno male sì, per non parlare delle sigarette 'a copp.
Non mi dispiace questo tono materno :P
Grazie :)

@Chiara: Grazie per lo complimiento.
Pensavo fosse una cosa che poi sarebbe rimasta molto mia, invece vedo che, per forza, risveglia, risuona, anche in altri.
Che culo :P

@niki: Bene, che il caffè fa male, molto di più che la cioccolata!
Adoro anche quella, eh?
Sebbene sia estremo: io mangerei solo fondente al 99% cacao, quello della Lindt. Un quadretto, massimo due, se no vai in overdose.

niki ha detto...

No. troppo polveroso!A me piace quello con i cereali e il latte della Lindt ma in Italia mi sa che non c'è...w la Svizzera!!
niki

l'ale senz'ali ha detto...

e vada per il caffè della peppermindina
sarà la nostra
specialità e bevenda d'elezione
pep
tu ci hai la vita in grani
io in GRANE

sto lavorando
non dico altro

a buon intenditor...

ciao pepito!
a prestoprestopresto
che è tardi

:)

marlene ha detto...

io ritengo la dipendenza dalla caffeina una virtù, il mondo senza caffè perderebbe un po' del suo aroma...
p.s. chi non mi invita a bere un caffè è un caccaculo, pepper avvisato mezzo salvato ;)

Claudio dei Norma ha detto...

Una riflessione molto personale.
Se a casa mi preparo il caffè vuol dire che mi voglio bene, mi basto e non mi sento solo.
Molto più spesso esco a prenderlo al bar. Seguito da un amaro.

Anonimo ha detto...

pepper sei pronto per la mckinsey o per la satchi satchi!
:))

tu lo sai che quella miscela arabica ha fatto arabbicare anche me!
però poi te lo porto io un caffè che ci dobbbiamo scrivere sopra che sa di libertà.
:)
gmai

grafemi ha detto...

Post sontuoso, da antologia. Non c'è una frase - una - che sia banale.
Ho scoperto il caffè molto tardi, intorno ai 23, 24 anni. Prima, ogni mattina e ogni pomeriggio mi bevevo una tazza di the. Ho passato anni a domandarmi perché la vita facesse tanto schifo - e perché il cielo fosse sempre così grigio, e perché sembrava sempre che dovesse cadermi il mondo addosso. Poi sono passato al caffé, e sono diventato improvvisamente illuminista: fiducia nella ragione, nel progresso, nell'uomo. Mi ha cambiato la vita, il caffé. Senza, sarei stato un uomo infelice.

Lindalov ha detto...

Allora, mi tiro su le maniche e scrivo:

1) Fino al caffé dell'Autogrill Avrei avuto voglia di arruffarti i capelli, tirarti a me qua sul letto, e baciarti, che sai di caffé.

2)Fino al caffé della torrefazione vicino casa sembrava la storia di una vita attraverso il caffé.

3)Fino al penultimo caffé sembravano degli stupendi slogan pubblicitari.

4)All'ultimo ho detto "un pò lungo, ma che bello!"

modesty ha detto...

il caffè. quello bevuto amaro (anche da femmina) sul terrazzo con vista pioggia. questi caffè non hanno prezzo. fanno fermare il tempo.

love, mod

Digó János ha detto...

Piccolo poema in prosa. Kugy questo era stupendo. Da Bodlèr, veramente. Sei grande.

Anonimo ha detto...

bodler?
ma digo...stai bene?
oh, stiamo a parlà di pepper!
:DDD

gmai

Anonimo ha detto...

(pepper tu non ti offendi vero se più che bodler, come dice e scrive digo, a me ricordi jannacci.
che a me mi piace pure di più eh!)
:*

Digó János ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_spleen_di_Parigi

Rosibetti Rubino ha detto...

"Il caffè della Coop, onesto, proletario, che ci sta dentro."
Parola di socio.
Parola di caffeinomane.
Per il tutto: "Buono". Echeggio di nota pubblicità di nota marca di caffè che odio.
IL DECAFFEINATO.
Quello hai veramente saltato.
A poi.

peppermind ha detto...

@niki: Il sig. Lindt, eh: gran signore.
Senza dubbio :)

@L'Ale: Eleggiamoci tutti, allora, bevendone!
Ciao L'Ale!

@Gmai: Ci sto eh?
Aspetto l'arabica che sa di libertà.
E sì, Baudelaire... esaggerato (ma è mio cugino, e poi lo pago).
(Jannacci scrive da dio, a mio avviso, quindi grazie)

@grafemi: Grazie, veramente.
E ti capisco benissimo... veramente troppe volte una tazza di caffè ha questa funzione salvifica, illuministica, come ben dici.

@Lindalov: Grazissimo!
Farò tesoro di quel che dici, dico sul serio.
Qualcosa non mi suonava in questo post (vabbe', è quando mai quel che si scrive ci suona bene?), e mi hai aperto gli occhi.
Non so se mi conveniva fermarmi all'1) o al 2).
Di certo al 3) preferivo non arrivarci :)

@Modesty: Grazie della puntatina :)
E hai scovato un'altra qualità di queste tazze: fermano il tempo.
Geniali.

@Janos: Grazie Cugi, veramente troppo buono.
Ma non insistere, il motorino a tuo figlio non lo compro... >.>

@Rosibetti: Grazie anche a te della visita :)
Confermo sul caffè della coop... e sorvolo sul decaffeinato.
Sono un duro e puro, quella roba lì è una buona bevanda, senza dubbio.
Ma is not coffee!

Digó János ha detto...

Guarda che ero sincero. E poi Nicola è troppo piccolo per andare in giro in motorino...

peppermind ha detto...

@Janos: So che sei sincero.
Per questo fatico a digerire... sai che sono uno che i complimenti sinceri e enormi, come il tuo, non sa come trattarli... quindi scherzo.
Secondo me, poi, Nicola riuscirebbe anche adesso ad andare in motorino :)

Anonimo ha detto...

digos perdonami, non volevo mica sminuire il tuo complimento a pepper!
(è che gli voglio troppo bene per dargli certe soddisfazioni!)
:))

il motorino può sempre servire però...pensaci!
;)

gmai