mercoledì 7 ottobre 2009

Settembre sfugge.

10.23
Mi sveglio.
Sono steso tutto sulla parte destra del letto.
Raggi di sole filtrano dalle persiane, insieme a un’aria fredda.
Irrompe il pensiero: Rachel deve prendere il treno, non è suonata la sveglia.
Mi metto a sedere di botto.
La mano sinistra tasta di fianco a me, lenzuola stropicciate, lei non è a letto.
La luce in cucina è accesa.
La chiamo, ma non risponde.
Forse è sotto la doccia.
Mi alzo, la cerco, ma non è in casa.
Esco in cortile, ancora in boxer.
Guardo come il sole fa luccicare le biciclette, le magliette stese, la faccia di una signora sdentata, in quel modo assonnato dell’estate.
Ma il cielo è blu scuro, scosso dal vento e dalle nuvole.
Perché sto cercando Rachel qui fuori?
Non ha senso.
Mi sento le gambe molli.
Fatico a deglutire.
Non riesco a svegliarmi.
Poi si accende la radio.

7:50.
Si accende la radio.
La voce di
Radio Popolare legge gli articoli dei quotidiani e li commenta, ogni tanto scariche elettromagnetiche, e si intromette un coro di chiesa.
Radio Maria.
Rabbrividisco sentendo quella colonna sonora da cattedrale buia che accompagna la lettura sconfortata della nostra volgarità.
Raggi grigi come ferite attraverso le persiane.
E un’aria afosa.
Mi alzo, ammaccato da una notte di sogni di viaggi a piedi, do da mangiare al gatto, mi preparo per andare in ufficio.
Quando esco dal portone in bicicletta, il tempo pesa con tutte le sue nuvole sulle mie gambe.
Aspetto che passino le auto per immettermi nel traffico.
Aspetto, aspetto.
Ma non finiscono mai.
Fa un caldo umido.
Eppure indosso una giacca impermeabile.
Aspetto, aspetto, non finiscono mai.
Non ha senso.
Mi tremano i muscoli delle gambe.
Un grumo di sonno si scioglie dietro la nuca, mi rende la testa leggera, sbadiglio.
Non riesco a svegliarmi.
Poi suona il telefono.

20:11
Suona il telefono.
Pensieri pesanti, di moto retrogradi, sono svenuto di sonno, sul divano, ancora da seduto.
Il collo mi fa un male cane.
Dalla finestra entra il buio invernale, e un’aria fresca, di gente a tavola per cena.
Cerco il telefono, che continua a suonare.
Lo trovo, rispondo.
È mia madre.
Mi dice che mio fratello oggi non poteva passare dall’ospedale.
Se so qualcosa di Warpath, come sta.
Le dico quello che so.
Poi le solite domande: adesso mangi?
(Certo, ogni tanto lo faccio anche io)
Domani vai al lavoro?
(Immagino di sì, a meno che non mi decida finalmente a mettere una bomba nel Duomo)
Ti chiamo sempre verso le otto?
(Sì, dai, va bene)
Ciao, ciao.
(Ciao)
Ma non mangio, sono troppo rincoglionito.
Mi metto le scarpe, esco per strada a snebbiare.
Fanali, insegne, vetrine di kebabbari e ristoranti giapponesi, ondeggiano splendenti nella sera già fitta.
Ma perché cammino?
Non ha senso.
Mi sento le gambe senza peso, fatico a tenerle composte.
La bocca dello stomaco sforna una vampata di calore, le mani sono fredde, vacillo tra panico e felicità.
Non riesco a svegliarmi.
Poi suona il telefono.

7:50
Sì, sette e cinquanta, vedo attraverso le palpebre doloranti.
Dalle persiane nessun segno di vita.
Mi metto a sedere, rispondo al telefono.
È mio padre.
Mi chiama perché gliel’ho chiesto io, che sapevo che avrei finito di tradurre tipo alle cinque di mattina, e non ero mica sicuro che due sveglie bastassero.
Mi dice le solite cose, che c’è brutto tempo, che però non piove, prendo la bicicletta?
(Sì)
Cerca di farmi parlare, per svegliarmi, allora Warpath sta bene?
(Sì)
Insiste, allora sabato vieni a trovarci?
(Sì)
(Cioè, non lo so, vi faccio sapere)
Ok, allora buona giornata.
(Sì)
(Cioè, altrettanto)
Mi alzo, stracciato da una notte di sogni in cui sognavo di tradurre un testo in cui io sognavo di tradurre che traducevo, do da mangiare al gatto, mi preparo per andare in ufficio.
Esco in cortile, guardo il cielo.
Non è grigio, è livido.
Fa freddo.
Ma tutto ha senso.
Le gambe salde.
La testa, lo stomaco, le mani, la gola.
Piano piano mi sveglio, mentre entro nel giorno.

Dev’essere già Ottobre.

Mi dico.

Dedicato a Claudio, e ai suoi Settembre.

21 commenti:

Claudio dei Norma ha detto...

Sì, Peps, ora è Ottobre.
E Dio continua a prendere a pugni il cielo.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Anche se non ho compreso pienamente, leggo dolore e noia e fatica di vivere.

Ti saluto, con affetto
Linda

marlene ha detto...

Mi sento le gambe "senza peso"... ben venuto nel mio mondo Pep, un mondo fermo ingessato che genera in testa un frastuono.
Per me hai riempito la tua vita di inutilità o meglio sarebbe dirti che è inutile riempirsi la vita.
Smettila e per dio! ricomincia semplicemente a vivere, perchè la vita è semplice.
Alla nostra età quello che viviamo o verrà sembra ovvio, è da 20 anni che non esiste qualcosa di "nuovo" in senso assoluto...ho perso il filo ma nella mia mente il disegno è chiaro, spero lo sia anche per te.

eppifemili ha detto...

E INFATTI LO è.

gia agosto.
e con tutte le sue strane conseguenze.

harvey ha detto...

continuo a dormire a svegliarmi anch'io. faccio confusione, spesso.
quando ho sognato limoni giganti? oppure li ho visti?

questo è il pepper migliore. quello dello spaesamento. e molto altro.

ossimoro73 ha detto...

bè io ci convivo con la sensazione delle gambe molli e del grumo di sonno in testa temo si tratti di pressione bassa.

pyperita ha detto...

Sarà ottobre, ma a Roma sembra agosto.

Anonimo ha detto...

che bello che sei L.!
:)
gmai

sempre d'obbligo la parola verifica di oggi: macionon
(oh, macio non cry, ooohhh macio non cry!!!!)

peppermind ha detto...

@Claudio: Boh, forse è già Ottobre.
Qui sono sempre a rischio matrix, che poi me svejo...

@Linda: Sì, forse nel profondo sono presenti quelle sensazioni radicali, ma qui descrivo solo... queste "impressioni di Settembre", sfuggente, strano, che mi sembra sempre di non essere veramente sveglio, di fare un sogno nel quale sogno che sogno etc etc.

@eppi: Agosto?
Orpola, ecco cosa non mi quadrava.

@Harvey: Grazie, e comunque dici bene, spaesamento... forse dovevo intitolarlo Settembre spaesato.

@Ossi: Esatto, soffro anche io di pressione bassa.
Qui cercavo solo di incastrarla in questa somma di sensazioni che "non hanno senso", mi suonano sdrucciole.

@Pyperita: anche qui a Milano è tornato il caldo. Il sole va e viene, ma fa caldo... forse non mi sono ancora svegliato @__@

@Gmai: Chi è L.?
So' geloso! è__é
:P
Macio capa NONda...

peppermind ha detto...

@Marlene: Mi ti avevo persa, maledissiùn.
Vedi, non è che son cose inutili quelle che affollano la mia vita, lo sono, o almeno, contribuiscono a fare di me ciò che sono.
Hanno quindi una loro funzione.
Basta non farsi manipolare, ogni tanto scrollarsele di dosso.
A Settembre faccio più fatica... tutto qui.
Immagino perchè, banalmente, è il mese che ci traghetta dall'estate verso l'inverno, cioé, psicologicamente mi faccio influenzare da questo confine imposto, che mica è vero che è così, per molti versi.

VicKy ha detto...

Bella descrizione Pepper :)
E penso anche io che tutto ciò che contribuisce a fare di noi ciò che siamo e pensiamo non sia inutile, anche le cose pesanti o negative. L'importante, come dici tu, è sapersele scrollare di dosso nel momento in cui ci bloccano.

Settembre, invece, per me è il mese più bello.
La luce, il clima, gli odori, soprattutto gli odori, mi corrispondono... per quel che si riesce a filtrare dallo smog di città!

Non mi lamento, però, vivo in una zona della città molto verde ma abbastanza cittadina al contempo... anche senzatempo :D

grafemi ha detto...

Adoro questo genere di "cose" - intendo dire l'espressione di qualcosa attraverso un aspetto meramente "formale". C'era un video dei Chemical Brothers che vidi una mattina di domenica, dopo un sabato sera piuttosto sciocco (come d'altra parte erano tutti i sabati sera durante il mio periodo "mona"), e si vedeva qualcosa di simile - quel riprendere il punto finale come punto di partenza del pezzo successivo, cambiandone completamente la prospettiva.
Spiazzante. E in quello spiazzamento, si può scorgere tutto.

l'ale ha detto...

rachel?

vabbè che sei spaesato...

rido

ciao, pepito

bello che sei back...

:)

l'ale

Laura ha detto...

Davvero colpita da ciò che hai scritto.

Quest'autunno affatica anche me (però rimane la mia stagione preferita in fondo...).

peppermind ha detto...

@VicKy: Grazie :)
Alla fine penso anche io che sia un bel mese, ma si detesta anche ciò che è bello...

@grafemi: Grazie anche a te :)
La tecnica che descrivi è più raffinata, comuqnue. Io in fondo non faccio altro che interrompere un mezzo-sogno-mezza-realtà con lo squillare di un telefono, o comunque una sorta di sveglia.
E iniziare da capo... meno "fico" dell'esempio che hai portato.

@L'Ale: Rachel, sì... :P
Yes, I'm back, e more moron than ever o_="

@Laura: Grazie del "colpimento" :)
Io invece mi intristisco, in autunno... sono meteo-banale.
Estate = bello, Inverno = brutto :P

Elle ha detto...

Settembre è un tipo un po' particolare che mescola dubbi e certezze.
E' la città che torna ad esser città ma dentro si porta ancora uno strascico di vacanza e si guarda, dentro e attorno, carica di bellissime contraddizioni. Porta con sé e regala qualche rimasuglio di passato ed anticipa discreti scorci di futuro.
Settembre è convinto ma incerto, sereno ma non troppo, indipendente ma fedele a se stesso.
Se telefonando potessi farlo assomigliare a qualcuno...

VicKy ha detto...

... assomiglierebbe a me! Che bella descrizione Elle! :)

Elle ha detto...

@Vicky: grazie! il mio mese è ottobre (son nata a ottobre) ma settembre mi somiglia di più, ecco forse perché ho familiarità nel descriverlo minuziosamente.
Aspetto la risposta di Pepp's, ma sono pronta a scommettere che questo benedetto settembre non somiglia solo a me e a te...

peppermind ha detto...

@Elle: Vero, è quel Settembre di confine che dicevo...
"convinto ma incerto, sereno ma non troppo, indipendente ma fedele a se stesso", uhm... non so, non saprei... a chi assomiglia?
>.>

Digó János ha detto...

Quanto mi piacciono questi tuoi post onirico-meneghini :)

peppermind ha detto...

Grazie Jan :)