giovedì 12 marzo 2009

Porgi l'altro Helpdesk!

Il giorno scorreva calmo.
Era uno di quelli tranquilli, sonnecchiosi, che i clienti non rompono, il sole ti culla colpevole nel dormiveglia di chi non ha una beata mazza da fare, che ha già fatto tutto il lavoro, aggiornato il fecciosissimo stato su FeccBook, scritto due cazzate su un forum, e giocato due partite a scarabeo.

E sono quelli i momenti in cui l'Universo, pescando dalla sua
sgangherata vena umoristica, partorisce LA telefonata.

Cliente: mi può dare il numero di telefono di SpammoniAManetta, ho visto che è vostro cliente.

Io: Mh... provi a vedere sul sito
www.spammoniamanetta.com, dovrebbe esserci...

Cliente: Ho visto, ma non c'è sul sito, me lo può dare lei?

Io: No, senta, è un dato sensibile che ci ha comunicato il cliente senza autorizzarci a diffonderlo, lo devo trattare come riservato.

Cliente: Ma non diciamo fesserie!
Guardi, me lo dia, ho un cognato che lavora alla Polizia Postale e (attenzione: non è una conseguenza logica, se non nella sua testa) se i numeri telefonici si trovano sulle pagine gialle dovreste darmeli anche voi! (anche questa è una conseguenza logica solo nella sua testa)

Io: Mi scusi, ma se c'è sulle pagine gialle, lo recuperi da lì.
Io al massimo posso passare la sua richiesta al mio responsabile, ma capirà che non ho l'autorità per prendermi questa responsabilità.

Cliente: Va bene.
(Mmmh... ma come, da belva a cucciolotto mansueto? Non me la conti giusta, tu...)
Senta, mi può passare un tecnico?

Io: Sono un tecnico, dica pure a me...

Cliente: Dovrei mettere la (blurr-blorf-barf, inizia a sparare termini senza senso, perdo il filo subito) profosteriasi prematurata in rete con il socio fracidoso che si proluena-

Io: Mi scusi, ma ha qualcosa a che vedere con SpammoniAManetta?

Cliente: No!

Io: Mi scusi di nuovo (che mi stai menando il can per l'aia, e io sono un terrorista animalista, chi mena i cani gli tiro le molotov)... ma lei è nostro cliente?

(Ormai tutto il Nightmare Team mi sta ascoltando, che non ci hanno una cippa da fare, e perché hanno il sesto senso per le fregature.
Trattengono il fiato alla mia domanda.)

(Un rovo di rami secchi rotola sospinto dal vento, in mezzo all'ufficio, nel completo silenzio.)

Cliente: No!
(ARRRGH! Il mio collega Banner mi si trasforma in Hulk, alzando il cartello SPACCALO, mentre lo stesso mio capo aziona la sirena anti-nonclienti)
Volevo solo un consiglio visto che devo mettere la (blurr-blorf-barf!) profosteriasi prematurata in rete con il socio fracidoso che si prolu-

Io: Mi spiace, ma questa è l'assistenza tecnica di Internettoes SPA, e, come si evince dalla definizione, facciamo assistenza tecnica ai clienti della Internettoes SPA.

Non-più-cliente: Ma è pazzesco!
Se tutti la pensassero così che futuro avrebbero gli host italiani, e c'è poi che mio cognato lavora alla Polizia Postale, che io ve lo mando dentro che-

Io: Continua a spiacermi, ma
(Teorema) essendo assistenza tecnica per i clienti di Internettoes SPA,
(Lemma) non essendo lei un nostro cliente,
(Conclusione) non può usufruirne.
(Corollario) Non posso farle assistenza.

Non-più-cliente: Ma che stronzata!
Si rende conto che se tutti facessero così in che stato andrebbe a finire la situazione dell'hosting ita-

Io: Che le devo dire? Siamo:
(due punti e una piccola pausa)
CATTIVI!

Non-più-cliente: Ma si rende conto dove andremmo a finire se tutti-

Io: Se vuole scriva a
support@internettoes.it ed esponga il suo problema tecn-

Non-più-cliente: Cognato! Polizia Postale! Host italiani! Dove andremo a finire?

Io: ... e dev'essere che siamo proprio, ma proprio, meschini, capita, sa? Se vuole può scrivere a supp-

Non-più-cliente: (tu tu tu tu...)

Io: ... e che ci ho scritto in fronte?
Operatore Telefono Amico-degli-host-italiani?

(Fischi, striscioni e un po' di invidia, da parte dell'Ufficio HelpDesk)

SE TELEFONANDO IO POTESSI DIRTI ADDIO, TI CHIAMEREI...

MA GODO ASSAI NELLO SPIEGARTI CHE IL NOSTRO AMORE APPENA NATO, MI SPIACE PER TE, È GIÀ FINITO!

martedì 10 marzo 2009

Ho mal di testa... mi faccio causa.

Arriva un e-mail su support@internettoes.it.
È la risposta a un messaggio automatico che il servizio posta manda quando la casella è quasi piena.

"Re: ATTENZIONE SPAZIO USATO OLTRE AL 75% / WARNING USED SPACE OVER 75%

Ampliate lo spazio o vi faccio causa.
Grazie

Con i miei migliori saluti.
Cicciobello Incazzoso

-- Avv. Cicciobello Incazzoso
Studio Legale Incazzosi e Associati"


Scemo io che pensavo che per ottenere qualcosa (un effetto) bisognava fare qualcosa (una causa)... e invece era qualcosa di penale (una causa penale!).

Se voglio una casella postale più capiente che faccio? Pago? Gliela chiedo? NO: li minaccio di causa!
Scemaccio io!

-... caro, è stato bellissimo
-Voglio il bis.
-... ma caro!
-Dammela o ti faccio causa.

-Salve, vorrei del prosciuttaccio.
-Van bene due etti, avvocato?
-Me ne dia 3 etti se no le faccio causa.

SE TELEFONANDO IO VOLESSI FARTI CAUSA, TI CHIAMEREI.

MA NON SO SPIEGARTI CHE IL NOSTRO AMORE APPENA NATO È GIÀ... AGLI ATTI.

domenica 8 marzo 2009

Buon Sabba.

Santippe: Tuttoquanto Phone Center, Servizio BaccieAbbraccie, buonasera, sono Santippe.

Peppermind: Bacci e abbraccie?

S: Suona meglio di baci e abbracci.
Voi maschi non capite un fico secco.

P: Arrhumm.
Volevo chiedere se sbaglio qualcosa.

S: No. Non qualcosa, ma un sacco di cose.
Di sicuro.
Voi masch-

P: Ok, ok.
Capito il concetto!
Ma il problema che vorrei esporle è circostanziato.

S: Circo stanziale?
Strano, veh!
I circhi di solito sono itineranti!

P: Mi sta prendendo per il culo?

S: Ma si figuri!
… se glielo vengo a dire.

P: Vabbe’, dicevo: il mio problema è che mi sa che non sono capace di dare abbastanza, in una relazione.

S: Come tutti?
Voi maschi, ovviamente?

P: Cioè?
È un difetto di fabbrica?
UN ALTRO?
E poi mi chiedono perché non credo in Dio…

S: Ma non sarà mica… UN ARCHEOLOGOHHH?

P: No… si calmi…

S: Quelli, insieme ai filosofi, soprattutto maieutici, sono i peggiori.
Comunque: vada tranquillo.
Tutti i maschi sono così.
Vabbe’, qualcuno che è capace di dare tanto quanto dà la sua compagna, c’è.
Ma son protetti dal WWF, ormai.
Si parla di rinchiuderli in parchi naturali, pieni di playstation e schermi giganti che trasmettono calcio 24 ore su 24.

P: Fiquohhh…

S: Non avevo dubbi…
Maschi.
Non hanno bisogno di una festa dedicata a loro.
Per loro è sempre festa.
Non hanno dovuto lottare come hanno lottato le donne.
Non hanno dovuto morire come sono morte le donne.
Le fiamme, le porte sbarrate.
Prigioniere.
Maschi... bleah.

P: Glom... e comunque, allora io sto a posto?
Se è tutto nella norma, io la saluterei e-

S: Sì, sì, vada, vada.
Tuttapposto: o troverà una santa che si accontenta, o morirà triste e solo.
Come tutti (voi maschi), e via che si va!

P: Ma vi mettete d’accordo lì al Phone Center?
Mi tocco, valà!

S: Sai che novità.
Maschi.
PFUI.


SE GUARDANDOVI NEGLI OCCHI SAPESSI DIRVI BUON SABBA, VI GUARDEREI.

sabato 7 marzo 2009

Fumata nera.

Darkmind: ...

Peppermind: Pronto?
Pronto?
C'è qualcuno di là?

DM: ...

P: Prooooontooo?
Ma c'è qualcuno o no?

DM: Forse.

P: ... è l'Hyper Maieutic Phone Center, Servizio Coscienza?

DM: Non esagerare.

P: ... scusa ma... ho un problema con la volontà, e vorrei parlare-

DM: No. Tu non vorresti, tu stai parlando.
Troppo.
Se vorresti e basta, potresti anche non parlare, concentrandoti in silenzio sul tuo desiderio di farlo.
Il tuo problema non è la volontà, ma l'incapacità di non soddisfarla, noto.

P: Veramente io volev... cioé, intendevo dire che la mia volontà non funziona, ne voglio un'altra!
Ho pagato, pretendo!

DM: Questa non è la tua fabbrichètta di trogoloditi.
Tu non hai sempre ragione.
E non hai pagato nulla.

P: ...

DM: È tutto?

P: No! Fammi spiegare!

DM: (Una rotellina d'accendino che sfrega, lo sfrigolio della fiamma.
Crepita lieve la sigaretta che si accende, e poi la musica soffice del fumo che trapela da labbra screpolate.)

P: Ecco, quel suono.
Lo conosco fin troppo bene.
Voglio smettere di fumare, ma non riesco.

DM: Perché.

P: Perché?

DM: No, senza punto interrogativo: perché.

P: ... perché causi danni a chi ti sta intorno, non solo fastidio.
Fosse solo per me, ci passo sopra: tante cose che faccio mi avvicinano al momento della mia morte.
O intendevi "perché" non riesco a smettere?

DM: Sei ossessionato dalle interrogative.
Eppure non ti sei posto ancora quella giusta: cosa cambia?

P: Cambia che.. sto meglio, spendo meno, ho più fiato, un'erezione prolung-

DM: Non a te.
Cosa cambia agli altri.
Se tu vuoi smettere, smetti: non riesci a contenere le tue voglie.
Qui si parla di smettere per gli altri, invece.
Tu ne hai parlato.
E a loro non cambia nulla.

P: Ma che stai...

DM: Una sigaretta in meno nella loro vita intossicata da infinite crepe nei loro muri, non li salverà dal loro cigolante destino di solitudine e morte.

P: ...

DM: Come tu continui a farti male perché ami farti male, così loro.
Qualsiasi cosa stiano continuando a fare.
Siete al mondo per morire.
Fattene una ragione.

P: Ma io volevo una volontà che funzionasse... per..

DM: La tua volontà funziona perfettamente.
Tanto bene che è pure distruttiva, non solo "auto".
Assecondala.
Distruggili.
E trascina te stesso con loro nell'abisso.

P: ...

DM: (Un soffio di fumo)

P: Scusi, devo aver sbagliato numero...

DM: Forse.

P: 'notte, allora...

DM: (Un altro soffio di fumo, poi il click secco del silenzio.)

SE GUARDANDOTI NEGLI OCCHI SAPESSI DIRTI BASTA, TI GUARDEREI...

SE TELEFONANDO IO POTESSI DIRTI ADDIO, TI CHIAMEREI...

mercoledì 4 marzo 2009

Una volta il bin andava via come il pane, ora: el va no!

Un problema che può capitare con l'ADSL è che si deteriori il rendimento, e inizi ad andare più lenta di quel che dovrebbe.

Per essere certi della velocità, quindi, di solito si fanno fare dei download da un sito di test, sul quale ci sono dei file "fuffa" (nel nostro caso del tipo fuffa.bin), che non contengono dati sensibili, non sono programmi o altro.

Io: Internettoes Spa, buongiorno, sono Peppermind.

Cliente: Ho un problema!
Deve essere risolto con urgenza!
(e fai bene a spiegarcelo! di solito risolviamo senza urgenza, con comodo, in vestaglia e pantofole!)
L'ADSL è lentissima!

Io: Sì, guardi, deve fare dei test dalla pagina test.internettoes.it.
Lì trova alcuni file da sc-

Cl.: Sìsì! Sono già andato lì!
Ho scaricato il file, MA: NON RIESCO AD APRIRLO!

Io: (piango in silenzio)

Cl.: Ma con che programma apro un bin?!

Prova con l'apriscatole...

Puoi non sapere, capire, intuire, che quei files lì non si aprono, ma PERCHÉ MAI STAI CERCANDO DI APRIRLI?

Servono per vedere a che velocità scarichi, quindi:

guarda a che velocità li scarichi e non farti altri viaggi!

LO STUPORE DELLA NOTTE, SPALANCATA SUL .BIN, CI SORPRESE CHE ERAVAMO SCONOSCIUTI...

SE TELEFONANDO IO POTESSI DIRTI ADDIO TI CHIAMEREI, STANNE CERTO.

lunedì 2 marzo 2009

Manuale: lo Sceriffo Informatico

Lo capisci subito che è lui.
Appena alzi la cornetta.
Qualsiasi cosa ti dice, la sua traduzione è:

"C'è un nuovo sceriffo in città, Desky Boy.
Il tuo regno di terrore è finito."

Perché inizia il suo.
Quello del tecnico informatico che di informatica non sa una sonora ceppa di niente.
Quello che ne sa di più mia zia Evelina, colei che "se spegni il monitor, hai spento il PC!".

Di solito gestisce società a carattere famigliare (il direttore è il nonno, l'agente commerciale il papà, la segretaria la mamma e l'impiegato tuttofare il figliuolo fresco di laurea in scienze politiche), e in genere è parente prossimo di qualcuno ("mio cugino, il mio tecnico informatico").

Ti tratta come un parassita del sistema, e con la sua smitt e uesson ti minaccia, perché tu la devi smettere di fare il drogato fannullone, e risolvergli il problema.

Ma il problema è lui.

O è lui che lo crea, smanettando a casaccio con uindos (che se gli presentano una macchina con sistema linux, ride pensando a uno scherzo, che non si può mica mettere quello con la coperta nel computer, dai!).

Il programma di posta, il browser, addirittura la configurazione della rete locale, sono tutte cose di cui ha solo una vaga idea ("WAN? Sì, mi ricordo di aver letto qualcosa sull'inserto di Topolino!"), il cui funzionamento è per lui "opera del sovrannaturale".

Ma che gli importa?

Con tono severo e ottusità da bar sport di provincia, impugnando lo scettro del "cliente ha sempre ragione", ti spintona nella gattabuia da paesucolo del West che è la sua vita, maramaldeggiandoti manco fossi un ladro di cavalli.

Ignora con sicumera bovina ogni evidente dimostrazione che il problema è causato da lui stesso, e ti sbatte la cornetta in faccia con quel tono da "e che non si ripeta più, ti tengo d'occhio".

E se qualcosa non funziona, lì giù a Tostapanetown, fosse anche il pelapatate elettrico, estrae il cellulare dalla fondina, che è giunta l'ora del duello con l'helpdesk, che quelli son tutti banditi, non sanno fare niente, son lì a mangiar pane a ufo, di certo è tutta colpa loro.

Egli è l'Esperto.

È lo Sceriffo Informatico.

domenica 1 marzo 2009

Weekend col vivo.

Clearmind: Fine Settimana Phone Center, ‘nasera, sono Clearmind.

Peppermind: ‘sera. Senti… ho avuto un fine settimana fitto.

CM: E dove starebbe il problema?

P: Sono contento. Soddisfatto. Stanco morto.

CM: Ripeto: qual è il problema? Che i tre stati si verificano a unisono?

P: … no. Qualcosa non mi torna.

CM: C’è sempre qualcosa che deve poter andare e non tornare (figa ‘sta frase, no? L’ho inventata adesso).

P: Fammi spiegare.
Venerdì io e la band abbiamo inciso un promo.
Abbiamo suonato mediamente da cani.

CM: Allora è il “soddisfatto” che fa acqua.

P: No. Sono soddisfatto.
Il pezzo era di quelli facili, che se non li suoni alla perfezione, col tempo giusto, che ti porta lui per mano, ti suona lui… non rende come deve.
Tutto sommato ci sta com’è venuto.
Ma la tensione, quel guardare in alto a occhi chiusi, cercando di saltare nel nero, che è lì che ti sta urlando dentro mentre ti dondoli nel vento, sotto di te il vuoto… quel freddo, mi è rimasto nelle ossa.

CM: Per questo sei “stanco morto”.

P: Non solo. Finalmente io e Rachel ci siamo visti, dopo un botto di tempo.

CM: Rachel Summers, la tua amica con benefiZi?
O meglio, che carinamente concede dei benefici a te, via, diciamola tutta.

P: Sì, lei. Siamo stati bene assieme, abbiamo parlato, riso… e dormito poco, diciamo.

CM: Ok, allora, per dirla con l’italiano dei Dante e dei Petrarca: quale cazzo sarebbe il fottuto problema?

P: … che sia venuto tutto di culo.
Non si può mica andare avanti a botte di chiappa, tieni la testa sotto e speri che quando la alzi non ti arrivi un calcio nei denti.
Non si può.

CM: Tu, non puoi. La maggior parte dell’umanità è andata avanti così per secoli.

P: Quindi mi stai dicendo: il servizio fa schifo da sempre, cambia ditta se non ti piace?

CM: O più semplicemente: dove non arriva il “tuttoquanto” cerca di arrivare tu.
Sai che il mondo ti cade addosso appena può, perché va avanti per i fatti suoi, non ha bisogno di te.
Quindi cammina senza aspettare la sua ciacolante, zoppicante e sbuffante sentenza, voltati solo dopo.
E raddrizza se sei andato storto.

P: Il resto è storia?

CM: Il resto è fuffa.

SE GUARDANDOTI NEGLI OCCHI SAPESSI DIRTI "TACI E CAMMINA", TI GUARDEREI... MA MALE.