giovedì 30 luglio 2009

Body Desk

Giornata di saldi di fine mese, tutti che telefonano con le magagne da risolvere prima di partire per il mare.
Quindi prima di salpar per altre navigazioni....

Cliente: ... non navighiamo, siamo proprio fermi!

Peppermind: OK, aspetti che faccio un test sulla linea...
(prolusion di rumor ticchettacchetttoreo, che al cliente fai sapere quanto è buono il lavoro con le tastiere)
mh...
A me risponde correttamente.
Funziona bene, tuttapposto...

Cliente: Ma qui siamo fermi!

PM: Avete per caso un firewall o un proxy?

Cl: Uh?
(uh, uh, oh oh AAAAH! AAAH!, verso scimmiesco trattasi di)

PM: Può, sempre per caso eh?, passarmi il vostro tecnico informatico?

Cl: Eh... non c'è, è in ferie...
(E vacci anche tu! Approfittane! Lascia tutto questo mondo ipercomunicativo, che vergogna che l'è, varda te, alle spalle! Datti ai segnali di vapor acqueo ascellare!)

PM: Capisco (con voce rotta dall'imminente disperazione).
Vede, dal grafico di banda... cioé sul grafico che riporta il vostro traffico effettuato con la linea (sa, internet, linea adsl, navigazione=trafffico, e robe così), risulta che c'è attività.
Molto bassa, cioé, a velocità bassissima... come se ci fosse, appunto, o un computer che regola il vostro traffico (un proxy, un firewall), o addirittura un software.

Cl: ... (silenzio, sento quasi i labbrini sbattere percossi dalle dita, blblblbl, OK, mi spiego meglio, du palle però eh?)

PM: Cioé, dal grafico sembra che ci sia "qualcosa", o un computer o un software, che stia "strozzando" il vostro traffico...

Cl: AH!

PM: ...
(Dai, non ci credo, ha capito?)

Cl: Qui stanno facendo dei lavori, e hanno buttato giù il muro vicino al modem!
Sarà per quello!

PM: ...
(le urla del silenzio)
(l'urlo di Munch, munch, mastic amar)
(il leone della Warner Bros con il volume azzerato)
(la tortura ai denti del maratoneta, col sonoro del televisore rotto)


Cl: ...
(apre la bocca per dire qualcosa)

PM: ...
(faccio gesto che no, ha detto una scemata, che è? Il muro maggico che cade e rallenta l'ADSL? La caduta del muro di Merlino? Rilegga quel che ho scritto sopra e ritenti)

Cl: ...
(chiude la bocca, GLAK, poi ci ci passa sopra le dita, blblblbl, e ci riprova ma...)

PM: ...
(... alzo le sopracciglia a interrompere la certa stupidata, e ancora squoto il capo)

Cl: ...
(in silenzio prende una penna, per rigirarsela nervosamente tra le dita)

PM: ...
(nuovamente aggrotto la fronte, ma sgranando gli occhi, cerchiati di lacrime nere, la guancia bianca, il cilindro col fiorellone in testa, i guanti e il movimento fluido, e che è? Basta, bastissima, marcel basteau! E riprendo ad osservare prima la mano che impugna la penna, e poi gli occhi del cliente, armato di fiera riprovazione)

Cl: ...
(lascia cadere la penna, colto sul fatto, e poi si gratta la fronte)

PM: ...
(scuoto il capo guardando verso terra, e sbuffando dalle nari, anzi, dalle froge, strusciando uno zoccolo per terra e facendo quel verso dei cavalli che non è il nitrito, ma non so come cappero si chiama, FRRRRRR)

Cl: ... (mi guarda con occhio da cucciolone, la finestrella si riflette nel'iride acquosa e tremolante, che ci manca solo il candelotto dal naso ed è un cartone giappo)

PM:
(lascio calare dall'alto, con voce dalla eco kafkiana)
No... eventi esterni potrebbero causare solo l'interruzione del collegamento, ma la linea funziona, a rilento, ma funziona.
QUINDI, COME LE DICEVO, probabilmente è un software o un computer che sta rallentando il traffico, tanto che sembrate fermi.
Deve sentire il vostro tecnico informatico, o farci chiamare da lui.

Cl: Ah... OK, va bene.

Già, bene tuo, mors mea.
Te pigghiass'a mmuorzeau, se richiami ancora!
WOLFF! WOLFF! WOLFF!
(Che non è
il poco noto filosofo, ma il suono dell'abbaiare di un cane gross brut e catiff.)


SE TELEFONANDO IO TI MIMASSI DI USARE IL CERVELLO, MAGARI TI RIPIGLIEREI…

martedì 28 luglio 2009

Humor Grigio #12 (Back to Internettoes SPA)

Bentornato Pepper.
(traduzione: muori, bastardo d’un Pepper)

Collega sistemista: … l’URL lo conosci?

The Impossible: Certo:
AAAAAAAHHHHHHAAAAAAHHHHHAAAA!!!

… e andava anche avanti eh?
Lo ha ripetuto pure tre, quattro volte!
Che meno male che non c’era Bruce, se no glielo trasformava in genuino urlo di dolore con rabbiosa mossa da aquinate!

E mentre era ancora lì che faceva questo urletto querulo, mi entra l’intramontabile capo che non gli va mica a chiedere, ignaro di tanta hybris nell’aria, che si tagliava a fette:


Mr Fantastic: Impossible, chiama i ragazzi di là e digli che il 747 (nota di Pepper: numero di telefono interno) non risponde.

The Impossible: (bello enfio a pallon sagomato:) Starà volando!

Io a me: Ma stai piangendo?
Me a io: Sì, sì, sigh, sigh, sob sob.
Io a me: Sei commosso?
Me a io: Sdnjeprsfffghklprz…
Io a me: Tutto ciò ti mancava?
Me a io: No… no, no, nogh, nogh, nob nob.
Io a me: E allora perché piangi?
Me a io
: Perché NON MI MANCAVA AFFATTO!

domenica 26 luglio 2009

Ermetica Mente: Sotto il tutto, niente.


“Tu sei tutta la mia vita”
Esistenza eccitante, eh?

Corollario Clearmind:
va bene
è un modo di dire
ma applicarlo a qualcosa che
per definizione è accessorio alla vita
non va bene.

Corollario Darkmind:
se sono tutta la tua vita
è un problema tutto tuo.
Non tirarmi in mezzo.

martedì 21 luglio 2009

Ermetica Mente: Fatti, non strafare.

Ho formulato il Principio di conservazione dell’energia mentale
semplicemente estendendo il significato di energia
del più noto
Principio di conservazione dell’energia
(e quindi risparmiandone una notevole quantità).

Corollario 1:
chi dice che preferisce “fatti, non parole”
commette
paradosso
perché, non conservando energia mentale,
appena lo dice
preferisce quelle parole (inutili)
ai fatti.

Corollario 2:
per risparmiare energia mentale
bisogna farla sprecare agli altri
tramite indicazioni dispendiose
(come il link di cui sopra)
che faranno tardare le dovute obiezioni.

Corollario 3:
in un blog non serve a niente
ma… guardate alla vostra destra!
Un maiale che si gingilla il birignao!
(Intanto io me la svigno.)

domenica 19 luglio 2009

Il gigante e la cicala.

Peppermind: Questa è la segr-

Ghost Mind: Sì, sì, va bene.
E io sono Peppermind.

PM: Ma tu in effetti se-

GM: Dai, zitto un po’.
Ascolta.

Oggi camminavo per un viale alberato.
Ce ne sono, qui a Milano.
Uno pensa che non ce ne siano più, ma è solo perché non ci fa caso.
Ce ne sono ancora tanti.
Dopo pranzo, il sole colava a chiazze di luce.
Sul marciapiede, tra le foglie, tra i miei capelli.
Prima ancora che potessi pensare “però, manca quel grattare placido delle cicale”, ecco che ne sento una.
Una sola.
Su di un albero.
Ma non stanno tra l’erba, di solito?
Non mi ricordo più, qui hanno eliminato questo tipo di informazioni.
È lì tra i rami, ne sono certo, quel mare di solletico plana dall’alto.
E quando supero l’albero, sento quel concerto solitario che scema alle mie spalle.


D'improvviso si affaccia uno, una ghigna da bossi senza occhiali, canotta e fucile a pompa.
Urla: “Tass! Che chi podi minga laurà! Vusa no, strascè!”
(Taci che così non posso lavorare, non urlare, stracciaia)

E BLAMM, fa fuoco verso le fronde.
Un ramo si stacca per il colpo, cade pesantemente sul cofano di un SUV.
Polvere, polline e foglie rimbalzano nell’aria.
Un tracagnotto con uno sguardo da tremonti, esce dall’auto, paonazzo.
Il fuciliere padano lo apostrofa: “Ho sparato alla cicala!”
Quell’altro: “Cicala? Ma che cicala! Non ce n'è mica a Milano!”
Riprende il bossipede: “Sunt quei terùn dei sudamericani che contrabbandano cicale, colpa loro!”
Allora il tipetto bolso esplode in un urlo isterico, ferma una donnina che passava col passeggino, un’argentina direi, a occhio, le strappa il passeggino dalle manine, e inizia a randellarla con lo stesso.
Con tutto il pupo ancora dentro, che strilla un qualche tango, e il rognoso possidente di macchinona che grida “Criminali cicalotrafficanti!”, BAM, “Stranieri di merda!”, RIBAM, giù di passeggino, e via così.
Di lì a poco compare sulla porta di un’officina meccanica un signore del cartello colombiano, che ancora si puliva le mani sporche di olio in uno strofinaccio.
Vede il pazzo infoiato che prende a passegginate la poveretta, e si lancia a percuoterlo con un cartello (dei cicalotrafficanti, o dell’autofficina, non saprei).
Il troglodita incarognito, che era lì che ancora sbavava dalla finestra, estrae il bazooka di nonno Erminio da sotto il bancone, e spara una bombarda a casaccio, colpendo le tubature di metano.
Prima un risucchio, e non c’è più aria.
Poi il fragore della distruzione.
La palazzina crolla.

Mi sono detto: OK, mangio troppo poco, ho le visioni.
Ma quanto tempo abbiamo?
Prima che questo incubo a occhi aperti diventi cronaca?
È come… come quella pubblicità di tanto tempo fa: “Gigaaaaanteeee… pensaci tuuuuu!”.
Già cinico a dieci anni, gli facevo il verso, Gigante!, Gigante!, lo chiamavo, e lui, Sì?, e io, GIGANTESCA TESTA DI CAZZO!, hai visto il casino che hai combinato?
Com’è che non ti è chiaro che con quelle manone e quei piedoni è meglio che stai fermo, che come ti muovi sfasci tutto?
Vuoi aiutarci?
NON CI AIUTARE!


Quando tutto il frastuono si posa al suolo, insieme a frammenti di bossi, tremonti, argentini, colombiani, bambini e passeggini, sento uno strano carillon.
Come in un film di terrore.
La cicala.
Era ancora lì, quietamente dedita alla sua pavana estiva.

Sopravvissuta e felice.
Il suo frinire, un coro di pernacchie.

Ho continuato a camminare.
Cercando il sole.
Via dall’ombra di quegli alberi.
Via da quella via.
Che bello, sarebbe.
Abitare in quella via.
In via Da quella via.

Saluti.
Dai Territori occupati.


PM: Saluti, saluti.
Salutam’assoreta.

SE TELEFONANDO IO POTESSI IMMAGINARE QUESTO FUTURO… NON TELEFONEREI.

giovedì 16 luglio 2009

Ermetica Mente: Autarchia di un amore.

Quando soffro come una bestia
perché lei non mi vuole,
divento un geometra del dolore:
misuro tutto quel che fa male,
me ne fotto che non ha unità di misura,
lo traduco in termini contabili.

Poi lo passo al ragioniere della sofferenza:
tengo in passivo le entrate di quel dolore grossolano,
con miseri inciuci da falso in bilancio,

tiro fino ad Aprile, poi si vedrà.

Tutto il ciarpame che resta
arriva il
magazziniere del furore
a gettarlo con rabbia in deposito o,
se riesco,
direttamente nel cesso.

Ah.
Dirigo l’impresa con piglio dozzinale.
Da mediocre titolare d’azienda.

Corollario:
contro il logorio delle pene d’amore
emerge la fabbrichètta briansola che è in me.

mercoledì 15 luglio 2009

Ermetica Mente: Brutti Musil.

L’uomo senza qualità?
Si arrangia con la quantità.

Corollario:
se puoi rispondere al titolo di un libro
inutile leggerlo.