mercoledì 17 giugno 2009

Helpella 2000: Scabroso Impossible!

The Impossible azzittito! Ma lui riparla!

Milano 17 Giugno.
Durante lo scorrere di una giornata infernale, con i clienti che tempestavano l'helpdesk con quesiti e lamentele usualmente ridondanti, che il buon Guglielmo si dava al modellismo di cattedrali gotiche nella tomba, altro che rigirarsi ("Ma che gateway ha il mio router?" "Mah... quello che ci ha detto lei di mettere, visto che è un dato richiesto all'attivazione?" "Ma io non vi ho detto nulla!", e allora LA LUNA NERA! ZAN ZAN ZAAAAN!), ecco che in un attimo di miracoloso silenzio:

The Impossible: Ma cosa ti fanno al PapTest? (rivolgendosi a Susan Storm)

Immediato il coro di porteste di TUTTO l'ufficio, ma son cose da chiedere?, ma un po' di rispetto!, ma che te frega, devi fare il pap test?, e addirittura una presa di posizione di quel rozzo e provocatorio Bruce Banner:

Bruce Banner: Impossible... mettiti in testa una cosa.
A volte le tue domande possono toccare punti sensibili, possono anche fare male.
Datti una regolata, che rischi pure le mazzate.

Che detto dallo stesso Banner che non voleva che arrivasse una donna nel nostro ufficio perché "dovremmo smetterla coi rutti! Con le battute sessiste!", rende bene l'idea dell'importanza politica della dichiarazione.

Eppure, dopo una sommaria descrizione dell'esame, perché "così sta zitto, che non se ne può più", l'impossibile rincara la dose!

The Impossible: Ah... ma allora non è un palp test!
Dovrebbero cambiargli nome...

Sedato un principio di sommossa, Bruce è saltato sulla scrivania, con io che lo tenevo, Susan che ha estratto una bambola voodoo con le sembianze di Impossible, Mr Fantastic ha alzato la cornetta d'istinto, probabilmente a chiamare l'ufficio personale, la quotidianità ha ripreso il suo corso grazie all'abile mossa di Mr Fantastic che ha aperto un portale verso la zona Direct Marketing Service, anche se nessuno dell'ufficio l'aveva richiesto, millantando un'apparizione di un branco di bambole barbie nude allo stato brado, sicuro richiamo per la sessualità repressa dell'Impossible.

Da Milano
Peppe Mentali

lunedì 15 giugno 2009

R(h)umor Gigio: Berlusconi tale e quale n° 6. La discesa in campo.

Attacca subito il Feltrone strombettando querulo.

Che quando ci ammannirono il videocassettone VHS del caballero che scende da caballo, quel su cui disquisirono i giornalisti fu (1) la calzamaglia (che faceva tanto faccione di prosciutto, secondo me) e (2) se il messaggio andava trasmesso integralmente, perché:

Feltri: [...] i giornalisti per passare da gente colta e democratica devono tagliare quel che non gli va.

Chiamasi ironia boomerang, che la lanci e ti torna indietro, e se sei scemo come Feltri, ti finisce nel... in faccia, ecco.
Perché così abbiamo capito come fa giornalismo, se ce ne fosse stato ancora bisogno.


Poi ci riporta una miticheggiata battuta dell'Agnelli, sulla scesa in parchetto del Berlusconi, ovvero:

(fantasma husserliano di) Agnelli: Lasciamolo fare. Se vince, vinciamo tutti.
Se perde, perde solo lui.

Ne esce un Agnelli probabilmente frutto di favoleggiamenti sedimentati, che mito su mito mi diventa uno che non capiva una sega di politica, visto che se Berlusconi vince, vince solo lui, se perde vinciamo tutti.
Un pelo diverso, tipo l'opposto netto.


Scopro che esiste un "kit del presidente" per quelli che ci hanno un club forza italia da mandare avanti, ve lo elenco:

Borsa modello pilota, rigida contenente
Un orologio
Un portachiavi
Bandiere di varie dimensioni
Cinque (5) cravatte
Distintivi in metallo
Distintivi in plastica
Distintivi di cioccolato ricoperto di stagnola che devi darti una mossa a distibuirli che si sciolgono
Distintivi che se ti avvicini ti spruzzano gazzosa nell'occhio, e poi devi ridere che è un'idea di quella sagoma del premier

Una serie di penne senza inchiostro che tanto non sapete scrivere
Adesivi
Tessere da distribuire ai soci
Tessere elettrificate da distribuire ai comunisti
Tessere a gas da distribuire ai negri
Un birignao in acciaio inox con borchie da distribuire al popolo ma vedi di fartelo ridare che ne hai solo uno e deve durare per almeno 5 anni
Un pupazzo Fasoletto in miniatura che se gli schisci il piripacchio ti pettina di scorregge, utile per quando si invita gli amici leghisti che apprezzano sempre gli argomenti di pancia.


Feltri: Chi ascoltò il discorso con cui Berlusconi annunciò la sua "discesa in campo", pensò a chi sa quale preparazione e a chi sa quale dispiegamento di mezzi.

Ok, noi di sinistra non avremo il polso, ma tu minimo minimo non hai manco la chiappa, della situazione.
Quel discorso lì fa pensare a grande preparazione?
A me fa pensare che ci aveva quell'oretta da buttar via, tra un pompino e un abuso edilizio, e ci ha infilato due stronzate.
Padre Furlotti confermerà, vai tranquillo.


Poi parla una certa Mity Simonetto, che cura l'immagine del Berlusca, e che riferendosi a lui si prodiga in grosso spargimento di Dottori (con la maiuscola? Feltri sei proprio un patetico lecchino), che ero lì lì per stracciare la mia laurea dall'esasperazione.

Simonetto: [...] se non avesse fatto quel che ha fatto, sarebbe stato un ottimo regista.
[...] anche oggi fa il regista [...] ma di tutte le manifestazioni importanti che promuove.
Non gli sfugge nessun particolare.

Ehi Mity, guarda quella roba lì è agghiacciante, manipolatoria, perniciosa e malvagia, che finisci all'inferno eh?
Non devi gongolare!
(Se non capisce così, proverò coi disegni)


Dopo questa leccata della Simonetto, si passa a qualche gossip del Tremonti (che ci dice che i camerieri del Four Seasons di Milano hanno convinto il berlusca a scendere in campo, spero siano crepati da camerieri, DIO LI MALEDICA), due patacche su Fini (che gli piace perché dice quel che pensa, certo come no, infatti su di te sta sempre zitto, hai voglia che ti piace...), la tiritera che la sinistra non aveva capito una cippa, che il Silvio avrebbe stravinto, aveva capito tutto la destra, che me la ricordo come lo trattava appena comparso, con il Bossi che gli dava del ladro amico di Craxi, e Fini che gli dava la colpa di aver perso a Roma perché lo aveva appoggiato.
E per finire l'immancabile citazione della MOMMA.

MOMMA: "Se l'è sceso in campo la gavrà i sò resun, e lui l'è un brau fieu!"
(Se è sceso in campo avrà le sue ragioni, e lui è un bravo ragazzo)

Ma vada via i ciap te e l'Edipo!

SE TELEFONANDO IO SCENDESSI IN CAMPO, SCIVOLEREI SU UNA CACCA DI CANE...

mercoledì 10 giugno 2009

Sotto il pelouche niente.

Da quant'è che è cambiata la faccia, il modo di apparire, dello sfigato medio?

Oggi sono lì alla macchinetta del caffé.
Sono lì, in quello che un tempo si diceva "luogo d'aggregazione", e che ora è solo un parcheggio per vite monoposto, campionato di monadi formula uno, che bevo la mia ciofeca.
Senza zucchero.
Che la mamma di una mia ex mi diceva: ma è peggio di una medicina.

E spio.
Ben nascosto sotto il mio spesso velo di Maya, che me lo son fatto fare di cotonina, dice che in inverno tiene caldo e in estate fresco, osservo.

Un elettricista, anzi, un operaio dell'elettricista, uno della classe lavoratrice, si diceva una volta.
Uno economicamente qualunque, come me.
Forse meno qualunque, che becca più soldi.
Ma il classico che una volta dicevi "bella lì, siamo uniti nella sFIga media! Parliamo male della destra e del complotto massonico-mafioso, gladio, il PCI che non vince mai, strano, via, che sono tutti comunisti?", insomma.

Spio e ascolto.
Per poco la minigonna di Maya mi si alza tutta, che non posso, che svelo ciò che deve rimanere ascoso, che son infiltrato, mi salta la copertura!
Tira giù il velo, mayale!

Per poco mi cade la mascella, dico.
L'elettricista si è presentato per il Popolo delle Libertà.
In uno dei rari paesini rossi della brianza.
Quindi ha pure perso.
E dice: ho scelto il cavallo sbagliato.
Da oggi, col behaviorismo ci faccio la birra.

E come te lo beccavo mai un elettricista di forza italia che si presenta in un comune rosso della brianza, e perde?

Quand'è che la fisionomia dello sfigo medio non funziona più?
Berlusconi ci ha attaccato la sindrome del Pupazzo Fasoletto, che sotto il pelouche non si sa se c'è il killer di Fistolate d'Adda o un ingegnere svedese seguace di Zuinglio?

Ricordo una volta.
Piccolo, andavo alle elementari.
Esco col babbo, andiamo al cinema.
Film di John Wayne, il Grinta, era.
Usciamo, andiamo al bar, mi prende un gelato.
Incontriamo il sciur parùn de la fabrichètta.
Cioé, era chiaro, evidente.
Un padrone.
E lui parla di politica con mio padre.
Si lamenta che tutti vogliono votare PCI.
Anche i bambini, dice, e mi indica.
Era chiaro: evidente.
Io già pensavo, alle elementari, che il PCI era la meglio cosa.
E il padrone l'aveva capito.
O aveva fatto una battuta, e ci aveva preso.
E io lo guardavo e mi stupivo.
Ma ci si riconosceva.

Quand'è che "scegliere il cavallo giusto" è diventato normale?
La politica? Una puntata al lotto.
Una faccenda di un tanto al chilo, gliela affetto sottile sottile, sciura, che vedrà cume l'è fresca!
Il behaviorismo? Solo un metodo di fermentazione del luppolo.

Da quand'è che è diventato difficile riconoscere il mio nemico?
Da quanto non ci sono più tutti quei fogli di metallo a cui appiccicavano le facce dei politici, in tempo di elezioni, che lungo la strada verso casa ce n'erano così tanti che soprapensiero mi sembrava di giocare a nascondino tra le lenzuola stese ad asciugare sulla terrazza, che sbatacchiavano con rumore ferreo al passaggio delle auto, perché tanto sono facce tutte uguali, che cosa le appiccicano più a fare?

Torno sotto il velo.
Saluti dai territori occupati.
Il vostro infiltrato
Ghost Mind

martedì 9 giugno 2009

ELEZIONI CACCACULO!

Caccaculo: Caccaculo, caccacaculo?

Peppermind: Le elezioni?

CC: Caccaculo.

PM: Vacci perché poi, se no, cioè, se vince la destra, è anche colpa tua?

CC: Caccaculo.

PM: Vado, faccio questo sforzo, tanto è sempre così:
dopo che mi sono subito un anno di destra al potere, mi ci ritrovo in automatico in cabina.
Un attimo prima sono lì che, che ne so, mi sto strafocando di pizz co’ la trippa ‘n copp, che mangio perché trattasi di archetipo junghiano per parte nopei e parte briansoli, mi ingozzo tutto posseduto dall'inconscio collettivo, e l’attimo dopo, ancora in mutanda larga e ciabatta infradito, archetipone it’s my wine, PUFF, POW, ZABOW, eccomi lì in cabina che metto croci a caso, basta che ci sia grossa densità di falce e martello sotto la grafite?
Eccomi lì che chiedo al presidente del seggio: dove sono?
Con occhio bovino piagnucolo: portatemi a casa?
Ci ho il salvapepper beghelli, che faccio, schiaccio?

CC: Caccaculo!

PM: Sinistra e libertà?
Che poi è come non votare, ma meno anarchico, meno ma meno?

CC: Caccaculo!

PM: Che tanto:
più sono volgari.
Più sono razzisti.
Più sono maschilisti.
Più hanno mani, braccia e faccia imbrattate di sangue.
Più vincono?

CC: Caccaculo…

PM: Che cos’hanno in testa le donne che votano Berlusconi e Bossi?
Che quelli ci hanno la faccia dello stupratore di famiglia?
Che cazzarola hanno in testa, queste donne?
Una palla pazza che strumpallazza?

CC: … caccaculo…

PM: Esercita il tuo diritto di voto?
Ma...

CC: CACCACULO!

PM: E il partito?

CC: Caccaculo!

PM: Italiano!
Il PCI?

CC: Ca caccaculo, ca’.

PM: Ma caccaculo, va’, veramente.

SE TELEFONANDO IO POTESSI ANDARE A VOTARE, MA CACCACACULO, VA’.

sabato 6 giugno 2009

Quella è l'exit, poll.


Ecco.

Così se Elle, o chiunque volesse, ha informazioni su come butta nei seggi, ce lo dice nei commenti.
E il Claudio ci fa l'analisi politica, che rai3 non è nessuno.

Da buon reporter infiltrato tra il nemico, convoglio queste informazioni facendo schermo col mio corpicione, subendo gli strali del nemico con ridanciana voluttà.

E non darò indicazioni di voto dicendovi di votare a sinistra, né dirò che quei babbei di fasci sporchi e volgari che stanno al governo devono morire.

SE TELEFONANDO DOVESSI DARMI UNA BUONA EXIT, POLL, POLL PURE…

venerdì 5 giugno 2009

Notizie dal fronte e retro, soprattutto retro.



Abbiamo una decina di clienti che la giovin dirigenza ha deciso di trattare con guanti di lontra.
(Siamo una piccola azienda, l'ermellino al cust tropp!)

È una fottuta bomba in mano a dei bambini idioti.

Questi clienti faranno pure "fatturato alto" (che termine disgustoso, sa di carta e fallimento), ma questo non garantisce loro:

1) un cervello
2) un'umana comprensione

Infatti rimangono sceriffi informatici, con pretese da sbirri di periferia e sensibilità da razzisti brianzoli.
Ma... a volte ci aggiungono una spruzzata di piume e pajettes, probabilmente preda di questa cultura televisiva che richiede riconoscimenti immediati, da uomini della baracca.
Cioé: se ti telefono, tu devi sapere subito chi sono, dai, sono il tuo più FAMOSO e AMATO cliente!
E non mi far perdere tempo.
Ti chiamo, ti dico due cose, tipo "Mh. Uè.", e tu apri il ticket, rapido, efficiente, esauriente, tajes i cavei, barbùn (tagliati i capelli, barbone).

Insomma: per questa trovata del TOP client, ci tocca inscenare teatrini degni del peggior circo medranaccio di periferiona.

Top Client: Salve.
Sono della Clientone Spa.
Peppermind: Salve... (pensa, scartabella, intuisci, arguisci, chi è, che vuole, cosa dirà?)
Top Client: L'ADSL di Ciccioformaggio non va.
Peppermind: Sì, un attimo solo... (non chiedergli niente! Se hanno riavviato, se c'è la portante o no, come si chiama lui che ti sta parlando! ZITTO che si offendono!)
Top Client: Allora salve...
Peppermind: (Ma che fa? Già riattacca? Aspetta un attimo, pezzo d'idiota vanaglorioso!) Sì, pertanto ora le apro il ticket che invio al... sooolito... solito? Solito indirizzo, che PERTANTO... ora le inoltro il numero di ticket... solito indirizzo, PERTANTO...
Top Client: Ah, sì, la PORTANTE non c'è (EVVAI! Che mi conosco solo io!).
Sì, invii pure al mio indirizzo.
Peppermind: Il solito oppure quello che...
Top Client: No, il solito, PippoTronfione@Clientone.it.
Peppermind: (Alla buonora, feccioso pusilllanime) Certo Signor Tronfione!
Grazie e salve!

Ma perché sclero, poi.
Non vivo in un paese che ha eletto un perfetto imbecille, dandogli i poteri di un super top client, solo perché fa una pigna di fatturato?
Che cazzarola sclero a fare?
Se quel vecchio bavoso, avido e volgare di Berlusconi mi obbliga a numeri da foca con la palla per tirare a fine mese, e invece di andare in pensione fa il capo di stato, perché mai non dovrei farmi manipolare da un sciur Clientun qualunque?

Vivo in una zona occupata.
Milano.
La brianza.
Qui il nemico è ovunque.
Devo stare attento.
Scrivo da una zona occupata.
L'invasore si chiama come me.
Ha la mia stessa faccia, la mia stessa lingua.
Ma proprio non vuole sentirmi parlare.
Né pensare.

Devo proprio stare attento.
Saluti dal vostro infiltrato.

p.s. Che dite... ho un bel po' di numeri di quell'assurda fanfaronata di "Berlusconi tale e quale".
Scrivo altri post sull'argomento, o ha rotto le balle?
Fatemi sapere, dai.
(Exit Boll: per ora vincono i sì, con 3 voti, contro i No, 0 voti.
Preoccupante come sempre l'alto numero delle schede bianche.)

SE TELEFONANDO IO SCOPRISSI DI ESSERE TIPO RADIO LONDRA...

lunedì 1 giugno 2009

R(h)umor Gigio: Berlusconi tale e quale n° 2


Ho trovato il numero 2!
Posso ottemperare alla mia vana promessa.
Sai che felicità, eh?

Vengo a sapere anche che il leggendario numero 4 è finalmente uscito, a sorpresa, ed è subito andato a ruba.
Che popolo di minorati emotivi.
Ma soprattutto: le mutande sporche di Berlusconi sono come il maiale, che non si butta via niente.
Ogni centesimo e ogni mezzo voto che si può spremere da qualsiasi foglia che cada (dal costumino adamitico del premier), e lo si spreme, ci abbiamo mica scritto in fronte “persone interessate al bene comune”, eh?

Passando al numero 2: del fascistello, cioè volevo dire, fascicoletto, a me che sono un intelligente e acculturato comunista, salta all’occhio l’enorme quantità di refusi.
Alcuni trasudano lapsus freudiani da ogni poro.

Didascalia (prima pagina): BerlSUCONI e Sharon durante il loro incontro (eccetera).


Che subito mi dico: che ceppa c’entra il metodo di scelta dei ministri delle pari opportunità con Sharon?
Si aprono scenari inquietanti!
Ah, no, è un refuso…

Feltri, pagina 30: Anche UNA altro amico “di lungo corso” (sic) compare accanto a Berlusconi negli anni dell’università.
È Marcello dell’Utri […] [al quale Silvio] proporrà di lavorare con lui come assistente.


No, non mi viene in mente che questo articolo femminile magari gli scappa perché mafia è femminile, o perché assistente è “particolare”.

La sola prefazione di Feltri, poi, è densa di simpatia e acume giornalistico.

Feltri: Sulla causa israeliana, la politica estera del nostro Cavaliere (nostro di chi? Plurale maiestatis, i suppose) è la cosa che meno ci fa rimpiangere Andreotti e poi D’Alema.


La cosa che meno... ma dove sei stato in tutti questi anni?
Ti hanno ibernato e scongelato giusto per leccare?
Sono troppo avanti, non vinceremo mai contro simile tecnologia, compagni!


Feltri: […] vaccinato dall’antisemitismo dalla madre.


Confermano i testimoni dell’accaduto, cioè il canguro Ildefonso e Giamboletti Fausto, che ha anche usato un capello di cavolfiore come laccio emostatico, mentre la mammina del Silvio gli iniettava il siero dell’antisemitismo (i comunisti maligni si astengano dall’opinare sulla natura del liquidino iniettato!).

Feltri: [Berlusconi] ha buoni rapporti con beduini e cammellieri e petrolieri vari.


Che cazzarola di buoni rapporti possono essere se definisci eminenze politiche e culturali come cammellieri, beduini e petrolieri vari?
Ma no! Pirla io: è facile immaginare il gioppino di Arcore mentre contratta cammelli in cambio di donne e di una tanica di gasolio per fare le sgomme con il suvvone presidenziale nell’oasi dello sceicco.
Errore mio.


Altri picchi del numero 2:

-la testimonianza di padre Erminio Furlotti, che non è un nome che mi sono inventato io, che ci dice che quando al liceo il giovin trafficone presentava gli avvenimenti (quali, non ci è dato sapere, ma meglio così, ne sono certo), “teneva tutti sulla corda” perché “spesso improvvisava”, il che consolida le teorie sull’affabilità sociale del premier, tutte palpate di culo e corna, che pensa ancora di essere il rappresentante di classe e se se la gioca bene poi ci scappa di limonare la Betti nell’ora buca;

-il cognome da signorina della madre (c’è grossa aria di Edipo, ok, abbiamo capito!) che sarebbe Bossi, e giù di ipotesi agghiaccianti sull’intesa con Umberto, CASSAMBA (Magnago) che sorpresa!
Berlusca: Umby, tu ssì fratre ammè!
Mammina: Umby, figghiu meo!
Il Bossi: (rivolgendosi al Castelli) cus'al voren questi chi? (cosa vogliono questi?)


-la definizione di Gheddafi “leader di libertà”, che è un errore ortografico che padre Furlotti gli dava 2 al volo, e che ci chiarisce ulteriormente di che pasta è fatta la libertà della varie case e popoli berlusconiani, stasera cosa fai?, vado a un genocidio in piazza San Babila, porti tu la sciampagna Confa?
Io porto le fighe.

È proprio vero quel che dice il Bruce Banner:
Guarda che a leggere quella roba lì si diventa ciechi.

SE TELEFONANDO IO POTESSI... AHHH, MA CHE VE LO DICO A FARE.